“Gli italiani sono stanchi di essere insolentiti da orde di vu cumprà, dobbiamo radere al suolo la contraffazione“. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano presenta così “Spiagge Sicure”, la direttiva con cui chiede a prefetti e questori di rafforzare i controlli contro l’abusivismo sulle spiagge. Per portare avanti la lotta alla contraffazione “bisogna colpire tutti gli anelli della catena”. Nel mirino, quindi, anche i migranti che riempiono litorali e piazze con milioni di prodotti falsi. Secondo le linee guida del Viminale nelle prossime 48 ore i prefetti convocheranno i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica per trasmettere alle forze dell’ordine le direttive del ministero e restituire, dice il ministro, la “serenità agli italiani in ferie”. La campagna ha dunque come scopo quello di tutelare i cittadini da un lato, “liberandoli dall’assillo dei venditori ambulanti, insistendo sulla pericolosità dei prodotti falsi e senza che scattino pene e sanzioni per chi acquista le merci” e colpire l’intero meccanismo della contraffazione dall’altro. “Questa operazione parte con le spiagge, proseguirà per tutto l’anno a tutela del made in Italy“. 

Dura la critica della Caritas alle affermazioni di Alfano: “Purtroppo, abbiamo sentito nuovamente termini che pensavamo ormai passati”, afferma Oliviero Forti, responsabile immigrazione, intervistato da Radio Vaticana“Certamente, l’abusivismo è un problema”, ma “non bisogna essere esperti del settore per sapere che il tema del lavoro irregolare, soprattutto dell’abusivismo legato all’imprenditoria ‘etnica’, fa parte di un contesto molto più complesso, e le responsabilità vanno oltre il semplice venditore”.

I richiami al ministro per le parole usate durante la presentazione arrivano anche dal Pd: “Gli ambulanti immigrati per Alfano sono ‘vu cumprà’? Tolleranza zero per le espressioni a sfondo razzista, prima che per le vendite in spiaggia” dice il deputato Dario Ginefra su twitter. “Il ministro Angelino Alfano dovrebbe sapere che il termine ‘orde‘ era quello utilizzato per indicare la presenza dei suoi corregionali negli Stati Uniti dei primi decenni del Novecento – afferma il senatore democratico Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria per i Diritti umani – Ricorrere a un linguaggio responsabile non è qualità secondaria per un buon governante”. Inoltre, Manconi discute anche sulla necessità di combattere il fenomeno a monte: “Non sarebbe meglio intervenire sulle organizzazioni criminali che infierire sull’ultimo anello di una catena commerciale, che gli italiani in qualche modo mostrano di apprezzare?”. Il deputato Edoardo Patriarca, invece, afferma: “Pensavamo che si fosse messo alla guida di una destra liberal e invece ci ritroviamo la solita destra conservatrice e retriva“. “Da un ministro dell’Interno ci aspetteremmo qualcosa di meglio”, conclude il parlamentare del Pd.

Le associazioni dei consumatori applaudono l’iniziativa di sensibilizzazione dei compratori sulle spiagge. Tuttavia, precisano Federconsumatori e Adusbef, “serve altro per contrastare la contraffazione”. Istituzioni e forza pubblica “dovrebbero essere utilizzate per colpire e annientare i gangli importanti di questo fenomeno quali i grandi centri di smercio che i luoghi di produzione a lavoro nero che insistono sul nostro territorio, oltre i grandi flussi di importazione straniera”. Operando in tal senso si potrà così, affermano i presidenti delle associazioni Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, “colpire un fenomeno che danneggia fortemente il nostro made in Italy sia in campo nazionale che internazionale”.