Abbiamo ricevuto una lettera dal nostro sostenitore cileno Carlos Ramirez Wiedermann, che ha portato così il proprio contributo all’assemblea di sabato 9 agosto proponendo una exit strategy.

Propongo:

1)  L’abbandono del Teatro Valle subito dopo la fine di questo intervento.

2)  Contestualmente propongo l’inserimento nello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune di un articolo o un articolato che sancisca l’incompatibilità di detta istituzione di collaborare artisticamente e politicamente con il Comune di Roma e l’Associazione Teatri di Roma e in generale con qualsiasi istituzione culturale o politica di nazionalità italiana. Sono escluse le istituzioni dedicate prevalentemente all’istruzione quali scuole di recitazione o drammaturgia collegate a teatri stabili, università, scuole, etc. 

3)  Qualora vi dovesse essere un rapporto commerciale con Associazione Teatri di Roma e in generale con qualsiasi istituzione culturale di nazionalità italiana, per esempio la vendita di uno spettacolo tale transazione sarà maggiorata del 50% e tale transazione sarà indicata esplicitamente in fattura. Per esempio

          Replica del Macello di Giobbe[1]                               1000
          Tassa di ottusità o tassa scenografie[2] (50%)            500
          Totale     
                                                                1500

4) Si propone altresì – per festeggiare la libertà riconquistata dopo la svilente e inutile prigionia della sedicente “trattativa” – di organizzare una festa pagana davanti al Teatro Argentina sacrificando sull’altare di Xipe Topec, dio atzeco della rinascita dopo la morte, le scenografie del Macello di Giobbe. Qualora il luogo non fosse accessibile per l’impossibilità di ottenere i permessi dalle autorità competenti si propone di spostare tale celebrazione al Circo Massimo, con la clausola di mettere in sicurezza dalle fiamme – che bruceranno alte – il cipresso che vi sorge al centro.

5) Per i giornalisti presenti in sala, lascio qui il testo di questa proposta al fine di evitarvi faticosi e fastidiosi lavori di richiamo alla memoria e di interpretazione. Vi prego soltanto, qualora voleste per forza citarla o farne menzione, di identificarla col nome di “Opzione Zero” o “Opzione Quattro” addossandone la paternità a tal Carlos Ramirez Wiedermann, aviatore cileno da poco unitosi all’occupazione.
Grazie.


[1] Il Macello di Giobbe è la prima produzione del Teatro Valle Occupato e  avrebbe dovuto debuttare a settembre.

[2] Tra poco capirete perchè.