Le zone della Striscia più vicine al confine sono quelle più colpite dai combattimenti. In questi territori l’esercito israeliano (IDF) è entrato con la fanteria, solitamente dopo pesanti bombardamenti. A Kuza’a, piccolo villaggio nel sud-est della Striscia, lo scontro tra militari e miliziani di Hamas è durato a lungo. Quel che resta del villaggio è uno scenario apocalittico: interi isolati rasi al suolo e le poche case rimaste in piedi sono crivellate di colpi. Tutti gli uomini residenti al di sotto dei 30 anni sono stati arrestati in massa e, con i polsi legati dietro alla schiena, sono stati portati a piedi lungo il deserto del Neghev, coperti solo dagli slip, in Israele. Qui sono stati interrogati e, in maggioranza, rilasciati. Per oltre una settimana l’accesso al villaggio è stato interdetto ai soccorsi e alla stampa. I morti sono stati decine, alcuni sono ancora sotto le macerie. Le poche famiglie che hanno deciso di tornare a vivere a Kuza’a hanno costruito delle tende sopra quel che rimane delle loro case. Il villaggio è stato nuovamente bombardato mezz’ora dopo che le nostre telecamere si sono allontanate  di Cosimo Caridi