Dopo la Riviera i danni del meteo-terrorismo sembrano aver colpito anche il turismo in Appennino. E’ polemica sull’annullamento della festa della “Madonna della Neve” sul Monte Cimone (Modena) il 5 agosto scorso: cancellata per maltempo due giorni prima, anche se il giorno stesso non è mai caduta una goccia di pioggia, anzi è sbucato perfino il sole. “Una previsione sbagliata completamente”, attacca Luciano Magnani del Consorzio del Cimone, la struttura che coordina l’offerta turistica attorno al monte omonimo, la vetta più alta degli Appennini tosco-emiliani, “solo che a farne le spese sono le decine di località turistiche che avrebbero potuto ospitare centinaia di migliaia di turisti e pellegrini. Un danno economico enorme in una stagione già difficilissima di per sé”.

Il film del fine settimana che precede l’annullamento è presto sintetizzato: la Protezione Civile lancia ufficialmente l’allerta maltempo dalle ore 12 alle ore 20 del 5 agosto 2014; la festa annuale sull’Appennino edizione 2014 viene annullata; infine il 5 mattina per le poche decine di avventurosi scalatori presentatesi a Sestola nonostante l’allarme maltempo ecco le nuvole diradarsi e nel giro di poche ore sbucare qualche timido raggio di sole. “La Protezione Civile ha deciso tra sabato e domenica, poi i preti ci sono andati dietro”, continua Magnani, “Bisogna finirla coi falsi allarmi di brutto tempo, chi vive di turismo ha preso una botta tremenda. Poi, voglio dire, i pellegrini vanno ovunque e sono abituati anche a qualche goccia di pioggia”. Solo che a detta di diversi testimoni il 5 agosto anche in cima al Cimone non è caduta una goccia d’acqua: “Ero nella zona del Passo del Lupo a pochi chilometri dalla chiesetta della Madonna della Neve sul Cimone”, racconta Luigi Quattrini, direttore del Consorzio e memoria storica della manifestazione d’origine cattolica che si ripete da anni, “c’era un po’ di nebbia la mattina presto, poi qualche nuvola, ma a mezzogiorno era variabile. Chi è arrivato fino alla chiesetta può testimoniarlo”.

La processione che si tiene ogni anno da Sestola al Cimone trae la sua origine della nevicata che il 5 agosto del 353 d.c. scese sul colle romano dell’Esquilino dopo che la Madonna era apparsa in sogno a papa Liberio: da quel giorno diversi paesi in Italia eressero monumenti sacri per ricordare la leggenda a cui si aggiunse una piccola cappella costruita nel 1908 proprio sul Cimone. “Non sono direttamente coinvolto nel caso di questi giorni perché non ero “operativo”, spiega il meteorologo modenese Luca Lombroso, “ma vorrei ricordare che nel 2004 durante l’evento in questione, non annullato malgrado le previsioni e il maltempo già in atto, un fulmine colpii quattro fedeli che avevano aperto l’ombrello durante il temporale!, salvati non da un miracolo (con rispetto parlando) della Madonna delle nevi ma dall’intervento del Soccorso Alpino”. Dello stesso avviso l’amministrazione comunale di Sestola che non rilascia dichiarazioni ufficiali ma fa capire che sia di fronte ad un ordine gerarchicamente più alto, quello della Protezione Civile, che alla sicurezza delle persone, è stato meglio annullare l’ascesa. “Il problema è che di errori sulle previsioni ne vengono fatti troppo spesso, anche d’inverno”, continua Magnani, “con l’annullamento di questa manifestazione si sono persi almeno 50mila euro di incassi che di certo non si recuperano a settembre, anche se farà caldo perché i bimbi tornano a scuola”. “Ci troviamo nella stessa situazione degli albergatori in Riviera”, conclude, “viviamo un momento di crisi strutturale e in più la gente per muoversi consulta siti meteo che non si sa bene se curati da professionisti”. E se per il Ferragosto 2014 si prevedono fulmini e saette in quota nel Nord Italia l’invito è di andare lo stesso: “Prevedere che tempo farà tra 7 giorni è impossibile”.

*Foto dal sito dell’aeronautica militare