C’è anche la porchetta tra i cibi che non si possono non assaggiare almeno una volta nella vita. Parola del New York Times, che stila la lista dei must-eat dishes in tutto il mondo, dal Libano al Messico. Solo cinque piatti tipici della cucina internazionale sono entrati nella classifica del quotidiano statunitense. La specialità nostrana spunta tra le delizie da gourmet, e in particolare quella umbra del comune di Bevagna, in provincia di Perugia, della macelleria Tagliavento di Marco Biagetti e Rosita Cariani. Il massimo, assicura il giornale (e come dargli torto), è un bel panino con la porchetta, meglio se di pane casareccio.

Nella top list dei cibi da non perdere, la porchetta si trova in compagnia della Mohinga, spaghetti di riso serviti in un brodo di pesce leggermente piccante, con pezzi di banana verde, conditi con citronella, zenzero e aglio, proveniente dalla Birmania. Un piatto da assaggiare dai venditori di strada. Arriva dal Libano invece il Il Kibbeh Nayeh: carne cruda speziata e bulgur, un particolare tipo di frumento integrale, che viene servita con olio di oliva, ma può essere anche cotta al forno o fritta. Il New York Times segnala Al-Halabi, ristorante di Antelias a nord di Beirut, per i Kibbeh Nayeh più buoni del mondo. È uno stufato di ceci, carne di montone e pomodoro, in un brodo insaporito con grasso di pecora e curcuma la bontà turca Piti, originaria da Kars, dov’è particolarmente adatto per i lunghi e rigidi inverni della provincia a nordest del Paese.

Infine dal Messico arrivano i Tlacoyos, tipo street food locale. Sono delle tortilla ovali e spesse di pasta di mais, riempite con vari ingredienti, dai fagioli al formaggio spalmabile, strisce di cactus cotti, salsa di peperoncino, cipolla e coriandolo.

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