Non sembra più l’elezione del presidente della Figc, ma una partita a scacchi. L’ultima mossa la fa il candidato svantaggiato Demetrio Albertini, e sembra voler preparare lo scacco matto. “Non vedo perché dovrei fare io un passo indietro, ma se nell’interesse del calcio, Tavecchio, che con le sue affermazioni ha provocato una frattura nel calcio, ritirasse la propria candidatura, sarei pronto a fare altrettanto con l’unico fine di tenere unito il nostro mondo che ha urgente bisogno di riforme e dialogo”.

Queste le parole che l’ex centrocampista del Milan affida alla sua pagina Twitter, in commento alla richiesta di ritirare la propria candidatura, indirizzata ad entrambi da parte di nove club di Serie A. “Se invece Tavecchio – sottolinea Albertini – decidesse di proseguire nel suo cammino verso le elezioni, significherebbe che il suo obiettivo è quello di fare esclusivamente gli interessi di una parte del calcio. Nel caso, non da me auspicato, si realizzi quest’ultima eventualità, chiedo fin da ora, a tutti quelli che hanno sempre puntato a una soluzione condivisa, di sostenermi nell’urna”. “E’ bene ribadire – aggiunge – che lo stesso Tavecchio ha sempre sostenuto di voler essere il candidato di tutti, ma nei fatti non lo è più e ora col suo atteggiamento sta provocando un’ulteriore spaccatura”. “Diciamo no a un calcio senza tifosi, allenatori, calciatori e importante squadri calcistiche”, conclude Albertini.

La reazione del presidente della Lega Dilettanti al documento firmato da Juventus, Roma, Torino, Sampdoria, Sassuolo, Empoli, Cagliari, Cesena e Fiorentina è stata ferma: “Vado avanti lo stesso” ha risposto a caldo Tavecchio. L’obiettivo dei nove club è arrivare al commissariamento della Federcalcio, un’ipotesi che può concretizzarsi solo se i due candidati alla corsa compiono un passo indietro prima dell’11 agosto.

Torna a chiedere il passo indietro a entrambi i candidati, il patron della Fiorentina, Andrea Della Valle: “E’ una situazione kafkiana. Mi auguro che in un momento del genere ci sia un passo indietro. Siamo nove società che lo abbiamo chiesto”.