I consiglieri comunali di Reggio Emilia che lo scorso dicembre avevano denunciato alcune stranezze nei rimborsi spese per le missioni degli amministratori della giunta di Graziano Delrio, ora finiscono nel mirino del Comune. A distanza di oltre otto mesi dal caso sollevato in consiglio comunale e poi finito in un fascicolo della Procura, l’amministrazione reggiana, come anticipato da il Resto del Carlino, ha affidato un incarico di consulenza legale da 7mila euro per chiarire se l’accesso agli atti che consentì di scoprire le presunte irregolarità sia stato conforme alla legge. 

Sotto accusa, anche se dal Comune negano che ci siano denunce in essere, sono finiti Giacomo Giovannini, Zeffirino Irali e Matteo Iotti di Progetto Reggio, che lo scorso dicembre avevano portato all’attenzione della giunta gli “scontrini allegri” relativi ai rimborsi spese per le missioni e le trasferte degli amministratori comunali. Atti alla mano, il gruppo di opposizione aveva dimostrato come consiglieri, assessori, dirigenti ottenessero indennità senza presentare lo scontrino, oppure si facessero rimborsare cene per due senza specificare chi fosse il secondo commensale. Sul conto del Comune che andava dal 2009 all’estate del 2013, ossia gran parte del mandato da sindaco del sottosegretario alla presidenza del consiglio Delrio, c’erano per esempio un bicchiere di whisky pregiato da 10 euro o pranzi pagati senza ricevute di appoggio, ingressi in stadi per amministratori con famiglia al seguito o pernottamenti in hotel di fascia superiore. Spese che riguardavano l’allora sindaco Delrio e i suoi assessori, ma anche molti dei consiglieri che oggi sono stati rieletti. Il caso era scoppiato in una delle ultime sedute consiliari del 2013 e perfino la Procura, dopo un esposto, aveva aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato.

Il Comune, al tempo retto dal vice sindaco Ugo Ferrari, aveva garantito la volontà di trasparenza, ma ora l’amministrazione del neo primo cittadino Luca Vecchi, ha scelto di far luce, invece che sulle presunte irregolarità dei rimborsi, sulle modalità che portarono a scoprire l’entità e il resoconto delle spese per le missioni e le trasferte. E per farlo, ha scelto perfino la via di un incarico esterno da 7mila euro. L’ufficio legale del Comune ha infatti affidato con una determina una consulenza all’avvocato Massimo Donini per redigere un parere legale per verificare se il diritto di accesso agli atti sia stato esercitato dai consiglieri in modo “conforme alla legge o se viceversa vi sia stato abuso dell’istituto”. Il legale dovrà anche valutare se si possano ravvisare “ipotesi penalmente fondate rispetto a quanto esposto dai consiglieri”.

Per ora, specificano dal Comune, “non si tratta di denunce contro nessuno”, anche se in discussione viene messa proprio la modalità con cui i consiglieri hanno avuto accesso agli atti e l’esercizio di questo loro diritto. “Se c’è stato qualcosa di irregolare, che mi condannino – tuona Irali, che al tempo fece personalmente l’accesso agli atti, chiedendo di vedere la lista dei rimborsi. Irali non si è ricandidato, ma con Iotti ha cofondato il movimento “Io cambio” che ha partecipato alle europee, e ora si augura che di quell’episodio sia la Procura ad occuparsi. “Io sono comunque orgoglioso del risultato che ho raggiunto con la mia azione civica, era giusto che i cittadini sapessero”. L’azione del gruppo di opposizione al tempo aveva scatenato molte polemiche, ma sulla vicenda non è mai stata fatta realmente chiarezza e l’unico atto del Comune è per ora questo incarico esterno anche se, assicurano, “il resto sarà valutato più avanti. Decideremo come procedere nelle fasi successive, dopo il parere legale”.