Primi risultati del progetto relativo ai detenuti iscritti a L’Università “La Sapienza” di Roma. Alla fine, per una serie di intoppi in fase iscrizioni, quelli che potevano sostenere il primo esame erano quattro. Il più preparato, trascinatore del gruppo, ha da poco ottenuto l’affidamento ai servizi sociali e per sua fortuna è uscito. Gli altri tre sono arrivati al giorno della prova, dopo mesi di studio, trepidanti come studentelli qualunque, nonostante l’età non più giovanile.

Si affrontava Diritto Pubblico con il prof. Cesare Pinelli e la sua commissione d’esami. Ad assistere, oltre a qualche compagno di detenzione, i responsabili dell’Area educativa e alcuni dei tutor volontari che hanno seguito per tutto l’anno la preparazione degli studenti. Sono quasi tutti giovani laureati in Giurisprudenza iscritti alla scuola forense dell’ordine degli avvocati di Roma, coordinati dalla dott.ssa Giovanna Occhipinti.

L’emozione era tanta che il primo candidato a un certo punto ci ha chiesto di uscire dall’aula perché si sentiva bloccato. Esame superato col minimo dei voti. Il secondo, un po’ più tranquillo, ha ottenuto un voto medio. Con il terzo, preparatissimo, lo stesso prof. Pinelli ha intrapreso una serie di disquisizioni e approfondimenti su argomenti molto interessanti. Voto vicino al massimo.

Ciò che dà più piacere a chi come me vive una travolgente passione per le materie giuridiche è il tipo di discussioni nate a margine delle attività di studio universitario, delle conferenze che abbiamo organizzato, delle lezioni scolastiche. Negli ampi corridoi, appoggiati alle grate, dietro ai grandi portoni di ferro colorati di azzurro, non si parlava di calcio, di donne o di rapine. Ci si confrontava sull’efficacia delle regole, l’attuazione della Costituzione, la necessità e i limiti delle riforme, la conversione in legge dei decreti, la retroattività delle norme penali.