Con le armi di chi si stanno compiendo crimini di guerra nel corso dell’operazione “Margine protettivo”, iniziata ormai quasi un mese fa?

Del ruolo dell’Italia nella fornitura di armi a Israele, il Fatto Quotidiano se n’è già occupato e dunque rimando a questo articolo.

Che dietro Hamas vi sia l’Iran, è noto ma va detto qualcosa di più. Solo una settimana fa, il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani ha ribadito che l’Iran ha fornito ad Hamas competenze tecniche per produrre armi. Lo aveva già dichiarato nel novembre 2012, parlando di sostegno finanziario e militare ad Hamas. A sua volta, il comandante della Guardie rivoluzionarie iraniane ha confermato di aver trasferito ad Hamas know-how per la produzione di missili. Dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati quasi 3000 razzi contro Israele. Combattenti di Hamas hanno ammesso di aver lanciato in direzione di Tel Aviv missili a lunga gittata del tipo Fajr 5, in dotazione all’Iran.

E veniamo agli Usa. Dopo l’arrivo nel porto israeliano di Haifa, il 15 luglio, di 4,3 tonnellate di motori a razzo, la settimana scorsa il Pentagono ha approvato l’ulteriore trasferimento di munizioni per granate e mortai. Trasferimento molto breve, dato che questo materiale si trova già in Israele, conservato in un deposito statunitense.

La notizia della nuova fornitura di armi a Israele è arrivata il 30 luglio, il giorno stesso in cui gli Usa hanno condannato il bombardamento di una scuola delle Nazioni Unite in cui sono state uccise almeno 20 persone.

Con quanto cinismo la Casa bianca condanna la morte e il ferimento di civili palestinesi, compresi bambini e operatori umanitari, negli attacchi contro ospedali e scuole-rifugio sapendo bene che i militari israeliani responsabili di quegli attacchi sono armati fino ai denti con armi ed equipaggiamento militare pagati dai contribuenti statunitensi!

Gli Usa sono di gran lunga il principale fornitore di armi a Israele. Dal gennaio 2012 al maggio 2014, gli Usa hanno esportato verso Israele armi e munizioni per 276 milioni di dollari. Potete leggere qui il dettaglio.

Nei soli primi cinque mesi dell’anno in corso, Washington ha inviato bombe, granate, componenti per i missili guidati, lanciarazzi, componenti per artiglieria e armi leggere per un valore di oltre 62 milioni di dollari.

Amnesty International continua a chiedere alle Nazioni Unite d’imporre immediatamente un embargo totale sulle armi destinate a Israele, ad Hamas e ai gruppi armati palestinesi, per prevenire violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani da tutte le parti.

In assenza di un embargo decretato dalle Nazioni Unite, l’organizzazione per i diritti umani chiede a tutti gli stati di sospendere unilateralmente le forniture di munizioni ed equipaggiamento e assistenza militare a tutte le parti coinvolte nel conflitto, fino a quando le violazioni dei diritti umani commesse nei precedenti conflitti non saranno adeguatamente indagate e i responsabili portati di fronte alla giustizia.

Qui l’appello per chiedere agli Usa di porre fine ai trasferimenti di armi a Israele.