Centri massaggi con extra, spesso eseguiti da minorenni. Con guadagni che puntualmente e quasi per intero finivano nelle mani dei gestori, un italiano e una romena, di due centri benessere molto frequentati e ora messi sotto sequestro da polizia di Bologna e carabinieri di Calderara di Reno. Non erano in realtà dei normali centri massaggi, il Rosy Relax di via del Gomito a Bologna e il Paradiso del Benessere di Bargellino di Calderara di Reno, ma secondo gli inquirenti erano stati trasformati in case di piacere: per questo, con le accuse di direzione, amministrazione e gestione delle case, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, l’uomo, un palermitano di 44 anni residente a San Giorgio di Piano, è agli arresti domiciliari, mentre la donna è stata denunciata a piede libero.

Ma c’è di più: l’italiano, il principale gestore del giro di affari delle case e organizzatore in prima persona dei movimenti che vi si svolgevano, secondo quanto ricostruito dalla mobile della questura (squadra antiprostituzione) e dalla stazione dei carabinieri di Calderara di Reno, pretendeva per testare l’abilità delle donne al suo servizio un esempio di prestazione: si faceva toccare nelle parti intime o costringeva le ragazze a un rapporto orale. Lo avrebbe fatto anche con una sedicenne e una diciassettenne, e per questo è stato indagato anche per violenza sessuale, con l’aggravante della minore età di alcune delle vittime.

Quel che si svolgeva nei due centri era dunque chiaro: i clienti, perfettamente informati del servizio offerto, pagavano per il massaggio, e a prestazione completata davano trenta euro per l’aggiunta, sotto forma di masturbazione o rapporto orale. Davano i soldi alle ragazze, che trattenevano per sé una piccola parte e il resto lo dovevano consegnare all’uomo. Ce n’erano dodici, tra i due centri, tutte straniere tra romene, moldave e ucraine: alcune, messe alle strette dalla polizia, hanno ammesso che “in strada si stava meglio”. Gli investigatori, incaricati dal pm Maria Gabriella Tavano, erano partiti da un esposto anonimo di una delle massaggiatrici, e qualche giorno fa hanno messo i sigilli ai due centri, nei quali hanno scoperto che sette delle ragazze (3 a Bologna, 4 a Bargellino) erano in nero. L’uomo agli arresti, sposato e con un figlio, è incensurato: nei suoi confronti è stata applicata la misura emessa dal gip Bruno Giangiacomo.