Campi estivi per bambini e bambine da tutto il mondo in Corea del Nord. Più precisamente a Songdowon, sulla costa orientale del Paese, tra spiagge, campi da gioco e le immancabili statue dell’Eterno leader, Kim il-Sung, e del Caro Leader, Kim Jong-il. L’apertura ufficiale della stagione è stata la scorsa settimana, accompagnata da una visita del leader supremo del Paese, Kim Jong-un. I ragazzi e le ragazze ospitati quest’anno saranno circa 300, dalla Russia, dalla Cina, dal Vietnam, dall’Irlanda e dalla Tanzania.

Songdowon è una delle ultime espressioni di quel genere di scambi culturali, comuni nei Paesi dell’ex blocco comunista nei passati decenni, ricorda il sito NK News, citando gli esempi dei Soviet Ark e dei campi dell’organizzazione dei pionieri nella Germania orientale. “È stato divertente”, raccontava l’anno scorso Valentina Boltacheva, studentessa all’università di Vladivostok, che nel 2007, a 14 anni, vinse una vacanza a Nord del 38esimo parallelo, con un programma di sostegno ai figli dei lavoratori del locale impianto della Progress Arsenyev Aircra Works. Lo scorso anno i racconti di Valentina sull’esperienza nel campo di Songdowon furono raccolti dalla stampa internazionale, pubblicati sia su NK News sia dalla Bbc.

Il campo ospita i ragazzi per due o tre settimane, tra campeggi, visite guidate ed esercizi. Gli studenti stranieri devono preparare spettacoli per presentare le proprie tradizioni. Il gruppo di Valentina Boltacheva, racconta, mise in scena uno spettacolo di danze popolari russi. Tra gli ospiti del campo ci sono anche ragazzi e ragazze nordcoreani, iscritti all’organizzazione dei pionieri. Il costo della vacanza è di circa 300 euro, per i pasti e il viaggi, il resto è a carico della parte nordcoreana.

Ideato negli anni Sessanta del secolo scorso, il campo Songdowon puntava a ospitare 1.200 ragazzi e ragazze nel 1993. Gli ultimi anni, spiegano gli esperti, hanno però avuto un calo di presenze, anche per la difficoltà ad attrarre gli studenti stranieri, commentava all’emittente britannica, Matthew Reichel, fondatore dell’organizzazione no profit Pyongyang Project. Perciò la decisione di organizzare programmi di borse di studio e abbassare i costi per gli studenti da Paesi quali la Mongolia, il Vietnam e la Russia.

Intanto continuano i progetti per rilanciare la vicina località di Wosan come luogo di villeggiatura, per attrarre turisti internazionali. Nelle scorse settimane è stato annunciato un piano di infrastrutture, in particolare legate al divertimento e al relax, compreso un hotel sottomarino. Allo stesso tempo, riferisce Radio Free Asia vanno avanti progetti di scambi culturali per la ricerca di madrelingua capaci di formare i nordcoreani che dovranno relazionarsi agli stranieri.

Secondo l’emittente finanziata dal congresso Usa, Pyongyang è alla ricerca di persone che parlino l’olandese, per formare le guida da affiancare ai turisti che si spera visitino il Paese. I visitatori europei lamentano infatti la carenza di personale capace di parlare la loro lingua. Progetti che si legano ad alcuni elencati dal Korea Times, come i tour d’affari organizzati dalla Young Pioneer Tour e le vacanze lavoro nelle campagne promosse dal Chosun Shinbo, giornale filo-nordcoreano pubblicato in Giappone.

di Sebastiano Carboni