Era stato annunciato in pompa magna come il bando partorito da mamma Regione per sostenere i giovani di Sicilia. Si chiama Creazione Giovani ed è il progetto lanciato nel maggio 2013 dall’Assessorato regionale alle politiche sociali: un bando da cinque milioni di euro per finanziare progetti che – divisi in sei linee di intervento – puntassero sulla creatività, sull’avvicinamento ai mestieri tradizionali, sulla creazione di imprese artigianali e imprenditoriali gestite dagli under 36 siciliani. “Vogliamo riconoscere il giusto spazio al talento, al merito e alle capacità delle giovani generazioni per fare dei giovani siciliani il principale elemento di trasformazione dei propri contesti locali” annunciava Ester Bonafede, assessore di Rosario Crocetta. Solo che dopo più di un anno dalla pubblicazione, di quel bando non si ha notizia alcuna: scomparso, svanito.

“Il bando fantasma” lo hanno ribattezzato alcuni dei partecipanti, delusi dopo più di un anno d’attesa. In una Regione dove la disoccupazione giovanile ha ormai toccato quota sessanta per cento, un bando ricco come Creazione Giovani aveva infatti catturato l’attenzione di diverse migliaia di ragazzi in tutta l’isola. Che per provare ad ottenere il finanziamento avevano dovuto affrontare più di un intoppo. La data ultima per presentare i progetti era infatti il 10 settembre 2013: solo che i plichi con le proposte dovevano essere consegnati a mano nella sede dell’assessorato, dato che non era previsto l’utilizzo della posta certificata, e non avrebbe fatto fede nemmeno la data del timbro postale ordinario. In via Trinacria, sede palermitana dell’assessorato regionale alle Politiche sociali, erano andate in onda scene da bolgia infernale, con centinaia di partecipanti stipati per ore in minuscole stanze. Alla fine però le domande erano state presentate tutte: in totale più di 2200. Ma prima di capire quale domanda fosse in regola o meno sono trascorsi altri sei mesi: a marzo, dopo un assalto di mail alle caselle dell’assessorato, è stata pubblicata una graduatoria, in cui si rendeva noto soltanto chi aveva rispettato le regole formali del bando. Nessun indizio, quindi, sui progetti finanziati e quelli rigettati, ma solo una lista di chi aveva consegnato i documenti corretti. La graduatoria definitiva, invece, non è mai pervenuta: scomparsa. “Se hanno impiegato sei mesi per effettuare la verifica formale, non oso immaginare quanto tempo perderanno per decretare i vincitori! Ecco perché dobbiamo riempire le pagine dei social network e non solo, organizzando la protesta in modo efficacie” scrive una delle partecipanti, nella pagina Facebook creata per seguire il lunghissimo iter del bando. “Credo – aggiunge Andrea Gattuso della Cgil – che ormai la situazione ad oltre un anno dall’uscita del bando sia davvero insostenibile. Da tempo ritengo sia necessario attivarci, come abbiamo fatto ottenendo un piccolo risultato alcuni mesi fa, per accelerare i tempi di uscita di questo lentissimo bando”. 

Un bando davvero lumaca, dato che nel frattempo perfino l’assessore alle politiche sociali è cambiato: al posto di Bonafede è arrivato Giuseppe Bruno. Che ammette: “i ragazzi hanno ragione ad essere delusi: il problema – spiega – è che la commissione è stata nominata a gennaio scorso. Adesso ho chiesto tempi certi: entro il 20 agosto dovrà essere diffusa la graduatoria sulla prima linea d’intervento, che ha raccolto circa 1800 proposte di progetto, ed entro fine settembre, invece, sarà pubblicata la seconda graduatoria di finanziamento che riguarda invece altre 500 proposte”. Graduatoria definitiva dopo le ferie estive, dunque. Dagli uffici dell’assessorato, però, qualche funzionario, interrogato dai partecipanti, è meno ottimista: “La commissione sta lavorando lentamente, speriamo di avere notizie sotto Natale”. Quando, dall’annuncio del bando saranno passati quasi due anni. E magari qualcuno dei partecipanti avrà superato la soglia dei 36 anni d’età.

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