Problemi in vista per il decreto Madia sulla riforma della Pubblica amministrazione. La commissione Affari costituzionali del Senato ha terminato sabato la discussione sul testo approvato dalla Camera con la fiducia, e domenica pomeriggio scadono i termini per la presentazione degli emendamenti. Ma il governo deve fare i conti con pesanti rilievi della Ragioneria generale dello Stato sulle coperture. Uno schiaffo per Matteo Renzi, perché i tecnici del ministero dell’Economia hanno espresso dubbi proprio sui punti oggetto, due giorni fa, delle critiche del commissario per la spending review Carlo Cottarelli. In particolare la cosiddetta “quota 96”, cioè il via libera al pensionamento di 4mila insegnanti che hanno raggiunto 61 anni d’età e 35 di servizio o 60 anni d’età e 36 di servizio e la cui uscita è stata bloccata dalla riforma Fornero. Ma non solo: “Sono finite nel mirino del Mef anche le disposizioni sul pensionamento d’ufficio a 68 anni dei professori universitari, la cancellazione delle penalizzazioni introdotte dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro e i benefici alle vittime di atti di terrorismo”, attaccano Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, e Rocco Palese, capogruppo azzurro in commissione Bilancio. In effetti la Ragioneria, nella nota tecnica inviata al Senato, scrive che il pensionamento d’ufficio dei professori universitari determina “oneri non quantificati né coperti, in termini di anticipazione della corresponsione dei trattamenti di pensione e di fine servizio”.

Quanto alle coperture previste per la salvaguardia degli esodati della scuola, la quantificazione “non è sufficiente a coprire i possibili effetti finanziari che possono derivare dal superamento del limite delle 4mila unità” previste dal provvedimento. Per di più il testo del ministro Madia, come aveva fatto notare Cottarelli, individua le risorse “nella spending review”, cioè in risparmi ancora da conseguire, e in “accantonamenti di spesa previsti dalla legge di Stabilità 2014″. Abbastanza per far dire ai tecnici che “la disposizione risulta scoperta in termini di fabbisogno ed indebitamento netto”. Non solo: per la cancellazione dei disincentivi introdotti dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro, la relazione tecnica al decreto legge Madia stima uscite di un milione per 2014, tre milioni per il 2015 e 7 milioni per il 2016. I conti rivisti dalla Ragioneria prevedono al contrario 5 milioni per il 2014, 15 per il 2015 e 35 per il 2016. Infine, secondo i tecnici del Tesoro è “sottostimata” la quantificazione di un milione di euro dal 2014 per i benefici alle vittime di atti di terrorismo.

Secondo Brunetta “la Ragioneria boccia la riforma” e “adesso occorrerà cambiare nuovamente il testo, trovare le coperture necessarie per i provvedimenti contenuti nel decreto, approvarlo al Senato e rimandarlo, per un nuovo passaggio, alla Camera”. Non la pensa così il relatore al dl Giorgio Pagliari (Pd), che ha evidenziato come il passaggio sia “delicato” e i tempi siano “stretti”: il dl va convertito entro il 24 agosto e dovrebbe approdare in aula a Palazzo Madama entro mercoledì. “Non credo in questa fase di presentare emendamenti”, ha detto quindi Pagliari, ma si “valuteranno quelli che arrivano dai diversi senatori”.