“Privo di autocontrollo”. Così il Gip Cristina Ornano definisce Eugenio Murgioni, l’ex consigliere regionale di Fortza Paris, arrestato giovedì con l’accusa di peculato nell’ambito dell’inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi destinati ai Gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. L’ex consigliere, 60 anni, è stato arrestato per peculato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cagliari sullo scandalo dei fondi ai gruppi del Consiglio regionale della XIII legislaturaMurgioni – non eletto alle Regionali del febbraio scorso – è stato arrestato al termine del Consiglio comunale di Castiadas, dove è consigliere, e trasferito nel carcere cagliaritano di Buoncammino. La Procura gli contesta spese non giustificate per 43mila euro quando era componente del Gruppo Misto.

Il suo nome era finito nel registro degli indagati a maggio nel secondo filone d’inchiesta aperto dal pm Marco Cocco che complessivamente, tra primo e secondo troncone, ha messo sotto accusa una novantina di consiglieri. Il peculato di cui è certo il magistrato è legato ad una delibera approvata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale: in quel provvedimento si rendeva obbligatoria la rendicontazione dei fondi ai gruppi ma senza allegare ricevute o fatture. Murgioni, difeso dall’avvocato Massimiliano Ravenna, era stato interrogato dal sostituto procuratore già nel corso delle indagini.

Il gip nelle motivazioni che hanno portato all’arresto spiega che l’esponente politico sarebbe privo di autocontrollo “non solo ponendo in essere molteplici tentativi di inquinamento probatorio, ma addirittura di non avere remore a inquinare le prove pur dopo la perquisizione subita, segno che né l’indagine in corso né eventuali iniziative del pm potranno indurlo ad astenersi dal proseguire l’attività di inquinamento probatorio già intrapresa”. Il giudice sollecita “ulteriori accertamenti sui fondi assegnati al Gruppo (Fortza Paris, ndr): le gravi anomalie rilevate già a un primo raffronto contabile e con la documentazione bancaria, rendono necessarie ed urgenti ulteriori approfondimenti specie sul versante, finora poco esplorato, delle spese per il personale che in cinque anni avrebbe raggiunto stando al rendiconto, un importo esorbitante e non corrispondente a quanto accertato dalla polizia giudiziaria”.