Un risultato la prima giornata di votazioni in Senato sugli emendamenti alle riforme costituzionali ce l’ha ed è solo politico: il legame già flebile tra Pd e Sel va in frantumi con tanto di rissa tra il sottosegretario Luca Lotti (pretoriano empolese di Matteo Renzi) e Nichi Vendola. Per il resto l’Aula di Palazzo Madama per la maggioranza si trasforma in un pantano, il percorso che si sperava veloce e dritto verso l’approvazione entro l’estate diventa una strada rivestita di colla. Le proteste crescono in serata quando il presidente Piero Grasso applica il “canguro” e fa decadere circa 1400 emendamenti dopo la bocciatura di una proposta di modifica di Sel. Protestano opposizioni e minoranze: “Pessime gestione dei lavori”, dice Casson (Pd). “Fascista”, gridano dai banchi della Lega Nord. Intanto dal Pd sono già disposti ad allungare il termine dell’8 agosto fissato qualche giorno fa: “Agosto è lungo” dice il sottosegretario Ivan Scalfarotto. In Senato si è lavorato a fatica, con ripetute contestazioni, grida, cori da parte delle opposizioni: di Sel nei confronti del Pd, del Movimento Cinque Stelle nei confronti del presidente Grasso, della Lega nei confronti di entrambi. I grillini in particolari si sono scatenati (Vito Crimi e Vincenzo Santangelo dopo tre ore di seduta erano già senza voce) per la gestione dell’assemblea a parere loro non sempre lineare. I lavori sono così andati a singhiozzo. I tentativi di mediazione per evitare questa agonia erano iniziati ieri, 28 luglio, ma sono falliti definitivamente dopo l’ennesima conferenza dei capigruppo conclusa senza risultato. Ci aveva provato prima Vannino Chiti, l’alfiere dei “dissidenti” del Pd, proponendo di selezionare solo una decina di emendamenti per ogni tema tra quelli principali (e tra questi ovviamente l’elettività del Senato). M5s, Lega e soprattutto Sel (detentrice di circa 6mila emendamenti) hanno respinto l’offerta. Poi aveva tentato una carta lo stesso Grasso che aveva provato a far partire le votazioni dall’articolo 3 del testo di riforma che non è oggetto di litigi come gli altri. Ma in questo caso a dire di no è stato il governo. 

Una volta arrivati in Aula è successo quanto avevano promesso le opposizioni: “Sarà una guerra”. Virgola per virgola, parola per parola, si è andati avanti a un millimetro all’ora. In un intero pomeriggio si è arrivati a fatica a 5 voti. Il punto di scontro sono stati soprattutto gli emendamenti che avrebbero introdotto il Senato elettivo. E solo la bocciatura di uno di questi ha sbloccato la situazione: un no che ha automaticamente fatto decadere altri 1400 proposte di modifiche analoghe, in base alla cosiddetta “legge del canguro”. Pd e Sel ma non solo si lanciano addosso le accuse di ricatto, la parola più pronunciata nelle agenzie di stampa. Lo dicono Nicola Fratoianni e Nichi Vendola (i vertici di Sinistra e libertà) al governo e ai democratici, lo dicono il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e il presidente del Consiglio Matteo Renzi ai vendoliani e alle altre opposizioni. Al contrario il meccanismo è molto più facile: la maggioranza spera di accelerare sul testo uscito dalla commissione, le opposizioni fanno di tutti per rallentare e modificare il disegno di legge. Renzi le chiama “sceneggiate”: “Stiamo facendo le riforme perché la politica e i politici devono cambiare. E le sceneggiate di oggi dimostrano che alcuni senatori perdono tempo per paura di perdere la poltrona”. D’altra parte come dice a un certo punto il suo fedelissimo Lotti il capo del governo ascolta “gli italiani, non 7 senatori di Sel”.

QUI LA DIRETTA STREAMING DALL’AULA 

CRONACA ORA PER ORA

 

23.00 – Grasso si difende con Sel: “Ho cercato mediazione”
Il presidente del Senato Pietro Grasso difende il proprio operato, dopo i ripetuti attacchi per l’applicazione della regola del canguro. Il senatore di Sel Beppe De Cristofaro ha sostenuto che il “canguro” è stato applicato in maniera impropria, con una allusione sull’operato degli uffici del Senato. A questo punto Grasso è intervenuto subito: “Questa è una offesa per chi ha lavorato giorno e notte per superare la ripetitività di 8.000 emendamenti. Difendo gli uffici. Non consento che si possa sollevare dubbi su questo. Se le trattative sono saltate – ha aggiunto – questo è accaduto perché qualcuno si è assunto la responsabilità di farle saltare”.  

22.27 – Bocciati emendamenti per il bicameralismo 
Il Senato ha bocciato due emendamenti, uno degli ex M5s ed uno di Sel, sulle riforme che ridavano i pieni poteri legislativi al Senato. In pratica un ripristino del bicameralismo, benché entrambi gli emendamenti lasciassero alla sola Camera il rapporto di fiducia con il governo.

22.02 – Casson: “Pessima conduzione dei lavori”
Scintille tra ex magistrati nell’aula del Senato. Critiche al presidente del Senato Pietro grasso sono arrivati da Felice Casson e da Francesco Nitto Palma, suoi ex colleghi in magistratura. Proprio ad inizio seduta Casson è intervenuto per criticare l’applicazione della regola del “canguro”. Quando Grasso gli ha ricordato i precedenti, applicati da altri presidenti del Senato, Casson ha a sua volta risposto: “anziché i precedenti è meglio leggere le norme, specie per chi ha fatto il magistrato”. Successivamente è stato Nitto Palma a contestare una modalità di votazione per parti separate di un emendamento. Di fronte al sorriso con cui Grasso ha seguito il suo ragionamento, Palma ha affermato: “è inutile che mi guardi con quel sorriso, il sorriso con cui ella si presenta davanti a noi. La conosco da troppo tempo per preoccuparmi”.

21.35 – Renzi: “Canguro funziona, avanti determinati”
Il “canguro” funziona, siamo ad un quarto degli emendamenti: a fine giornata Matteo Renzi guarda con fiducia al voto del Senato. Il ragionamento del premier è che il Governo ‘ha fatto aperture sostanziali alla minoranza ma ci hanno risposto picche con tonnellate di emendamenti’ ma, ragiona il premier, ‘noi si va avanti tranquilli e determinati’. 

21.00 – Finiti gli emendamenti per il Senato elettivo 
Con la bocciatura dell’emendamento di Sel che ha fatto scattare la regola del “canguro”, non ci sono più altri emendamenti alle riforme che propongono il Senato elettivo. E’ quanto afferma il gruppo del Pd. Seduta sospesa fino alle 21.30.

20. 35 – Fitto: “Errore non avere un Senato elettivo”
“Perchè il Patto del Nazareno è intoccabile nella parte sulle riforme costituzionali e invece poi Renzi apre alle modifiche sulla legge elettorale?”. Se lo chiede l’eurodeputato Raffaele Fitto, di Forza Italia, durante il dibattito sul centrodestra ospitato dalla Fondazione Nuova Italia, sostenendo che “è un grande errore evitare di avere un Senato elettivo. Se non è possibile questo, allora meglio l’abolizione del Senato che un Senato al quale si stanno attribuendo poteri che annullano anche il superamento del bicameralismo”.

20.26 – Civati: “Che piacere andare a festa Sel stasera…”
Mi fa proprio piacere andare alla festa di Sel, stasera”. Lo scrive il deputato Pd Pippo Civati, sul suo blog, commentando lo scontro di oggi tra i Democrat e i vendoliani e facendo riferimento alla sua partecipazione, questa sera, alla festa di Sel di Milano. “So bene che nel Pd, da parecchio tempo, prima ancora che arrivasse il Veltro, c’è chi preferisce Alfano e addirittura Berlusconi a Vendola come alleato di governo e interlocutore sulle riforme, nonostante il nostro progetto fosse il centrosinistra e per questo siamo stati eletti con Vendola, non nelle liste con Verdini”, sottolinea Civati, che, commentando le parole del sottosegretario Lotti, quindi conclude: “E mi fa piacere che qualcuno lo dica così apertamente, così ce ne facciamo una ragione. Nel mio caso, contraria”. 

20.14 – Renzi: “Non ci facciamo ricattare”
“Noi andiamo avanti e alla fine saranno i cittadini con il referendum a giudicare chi avrà ragione e chi torto. La nostra determinazione è più forte dei loro giochetti. Andiamo avanti pronti a discutere con tutti ma non ci faremo mai ricattare da nessuno”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi.

20.11 – Renzi: “Manteniamo le promesse senza mollare”
“Gli italiani ci hanno chiesto di cambiare un sistema politico che non funziona più. Noi manteniamo la promessa, senza paura e senza mollare”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook a proposito di riforme. “Stiamo facendo le riforme perché la politica e i politici devono cambiare”, prosegue il premier spiegando ancora: “Noi andiamo avanti e alla fine saranno i cittadini con il referendum a giudicare chi avrà ragione e chi torto. La nostra determinazione è più forte dei loro giochetti. Andiamo avanti pronti a discutere con tutti ma non ci faremo mai ricattare da nessuno”.

20.09 – Renzi: “Le sceneggiate di oggi dimostrano che alcuni hanno paura di perdere la poltrona”
“Stiamo facendo le riforme perché la politica e i politici devono cambiare. E le sceneggiate di oggi dimostrano che alcuni senatori perdono tempo per paura di perdere la poltrona”. Lo scrive sul suo profilo di Facebook il premier Matteo Renzi in merito alla bagarre che si è scatenata in Senato.

19.52 – Boschi: “Chi è contrario alle riforme lo faccia a viso aperto, senza voto segreto”
“Io credo che non si debba aver paura delle proprie idee. Chi sostiene un modello diverso di Senato è giusto che lo faccia a viso aperto e che non si nasconda dietro il voto segreto. Il Pd e la maggioranza non lo hanno chiesto, siamo disponibili e contenti a votare con voto palese”. Lo afferma il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

19.46 – Boschi: “Non possiamo cedere al ricatto dell’ostruzionismo”
“Noi ci siamo dichiarati aperti ad un confronto, disponibili, ma non possiamo cedere al ricatto dell’ostruzionismo. Con calma, andremo avanti, perché gli italiani ci hanno chiesto di cambiare e noi lo faremo”. Lo afferma il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. “Noi con calma e serenità andiamo avanti con il nostro lavoro”, aggiunge il ministro interpellata dai cronisti a margine dei lavori dell’Aula di Palazzo Madama sul ddl riforme.

19.45 – Boschi: “Gli italiani non si meritano le scene di oggi”
“Gli italiani non si meritano le scene che hanno dovuto vedere oggi in Senato e forse neanche quest’Aula”. Lo afferma il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

18.58 – Vendola: “Sel non si piega ai ricatti. B. è nuovo padre della patria?”
“7 senatori #Sel che non si piegano a ricatti sono problema Italia? E i nuovi Padri della Patria sono Berlusconi e Verdini? #lottistaisereno”. Lo scrive su Twitter il leader di Sel, Nichi Vendola, rispondendo alle affermazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti. “Non cambia l’Italia se non cambia linguaggio classe dirigente. So che per qualcuno è un concetto troppo sofisticato ma è la verità #lottistaisereno”, scrive ancora Vendola, sempre con un tweet, rispondendo alle dichiarazioni giunte questo pomeriggio da Lotti.

18.44 – Il Senato boccia a scrutinio palese emendamento che taglia numero deputati e senatori
Il Senato ha bocciato a scrutinio palese un emendamento di Sel che tagliava a 350 il numero dei deputati e portava quello dei senatori a 175.

18.42 – Respinto emendamento di Sel con voto segreto su minoranze linguistiche
Il Senato ha respinto a scrutinio segreto un emendamento di Sel che riguardava le minoranze linguistiche.

18.41 – Sacconi (Ncd): “Con la prassi De Petris si va all’infinito”
Dopo l’ampia discussione di questi mesi “sugli emendamenti vi sarebbe dovuta essere solo una dichiarazione di voto, invece c’è stata una discussione senza limiti e criteri: io le chiedo come e quando pensa sia possibile consentire a questa Aula di esprimersi”. Lo afferma il capogruppo Ncd al Senato Maurizio Sacconi rivolgendosi, in Aula, al presidente Pietro Grasso e sottolineando come la “prassi della senatrice De Petris potrebbe all’infinito paralizzare i nostri lavori”.

18.25 – De Petris (Sel) ritira l’emendamento sull’elettività
La senatrice Loredana De Petris ha ritirato, dopo due ore di dibattito, l’emendamento sull’elettività del Senato, dopo che il presidente Pietro Grasso aveva escluso che su esso l’Aula si pronunciasse con voto segreto. La De Petris lo ha trasformato in ordine del giorno. Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd, ha chiesto di poter far proprio l’emendamento. Quando si ritira un emendamento per trasformalo in odg gli altri firmatari non possono farlo proprio, gli ha però spiegato il presidente del Senato, Pietro Grasso.

18.24 – Guerini: “Andiamo avanti, gli italiani giudicheranno”
“Abbiamo lavorato per cercare convergenze al Senato e superare l’ostruzionismo che sta ritardando il lavoro dell’Aula. Se altri intendono far saltare il tavolo se ne assumeranno la responsabilità di fronte agli italiani. Noi andiamo avanti”. Così il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ai microfoni di Vista.

18.23 – Fratoianni: “Sorpresi dalla reazione stizzita di Lotti”
“Siamo un po’ sorpresi dalla reazione del sottosegretario Lotti. Noi oggi abbiamo ancora una volta ribadito quale è la nostra posizione: piena disponibilità a discutere a patto che si discuta nel merito”. Lo afferma il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni.

18.20 – Da Senato ok a voto per parti separate all’emendamento di Sel
L’Aula del Senato ha approvato nuovamente la richiesta del Pd di procedere con il voto per parti separate, alcune palesi altre separate, su alcuni emendamenti Sel sulle minoranze linguistiche che prevedevano anche l’elezione diretta del Parlamento.

18.15 – Lotti: “Sulle riforme si va avanti anche dopo l’8 agosto”
Sulle riforme si “va avanti, anche dopo l’8” agosto. E’ quanto sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, parlando con i cronisti in Transatlantico, a Palazzo Madama.

18.13 – Lotti: “Sel? Non abbiamo mica l’anello al naso”
“Non possono dire che usiamo parole irricevibili e poi governiamo insieme tutte le regioni… Eh, no. Non abbiamo mica l’anello al naso”. Lo dice il sottosegretario Luca Lotti ai cronisti al Senato. 

18.13 – Casini: “Decida la giunta per il regolamento sul voto segreto”
Sia la Giunta del regolamento a decidere, a maggioranza, se gli emendamenti che citano le minoranze linguistiche, debbano o no essere votati a scrutinio segreto. Lo ha proposto in Aula Pier Ferdinando Casini. “In mancanza di una decisione – ha aggiunto – il Presidente del Senato si assume la responsabilità di decidere come si vota. Se stasera non siamo in grado di votare, facciamo tutti una pessima figura”.

18.04 – De Cristofaro (Sel): “Accantonare i primi articoli”
Il senatore Beppe De Cristofaro di Sel ha rilanciato in Aula la richiesta di accantonare gli articoli delle riforme sull’elezione del Senato, per votare gli altri. Nel frattempo si dovrebbe lavorare a una “mediazione alta” nella quale il governo dovrebbe accettare l’impostazione di Sel per un elezione diretta del Senato. Se la maggioranza non accetterà l’impostazione di Sel, ha aggiunto De Cristofaro “non ci sarà la resa senza condizioni”. Si tratta della stessa impostazione proposta in conferenza dei capigruppo prima dell’inizio della seduta dal presidente del Senato Piero Grasso, ma respinta proprio in quella sede.

18.00 – Chiti (Pd): “I dissidenti del Pd non hanno bisogno del voto segreto”
I dissidenti del Pd non hanno bisogno dello scrutinio segreto per votare a favore dell’elettività del Senato. Lo ha detto Vannino Chiti, intervenendo nel dibattito se votare a scrutinio segreto un emendamento. “Si può chiedere il voto segreto – ha osservato Chiti – non è segno di viltà; ma chi lo chiede, deve chiederlo sulla base dei regolamenti. Ai colleghi che hanno chiesto il voto segreto dico di non parlate a tutela dei senatori del Pd perché noi non ne abbiamo bisogno. Siamo tutelati, tutti, ognuno di noi dalla Costituzione. Io sul voto su un emendamento che riguardasse l’elezione diretta, o segreta o palese, voterò a favore. Io non ho da essere tutelato. Mi tutela la Costituzione”.

17.56 – Delrio: “Nuove mediazioni? Il governo ha già fatto tanto”
“Il governo ha già fatto tante aperture. Il ministro Boschi ha aperto su tanti punti ora abbiamo il dovere di non interrompere le riforme”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, risponde così ai cronisti al Senato che gli chiedono se ci sia la possibilità di nuove mediazioni sulle riforme dopo quella già fallita con Sel. 

17.54 – Romani (Forza Italia): “Chiarezza o voto palese su tutto”
“O lei si assume fino in fondo la sua responsabilità sull’emendamento” in esame in Aula e su tutti gli altri dove è prevista la votazione su parti separate, “fino alle estreme conseguenze, o decidiamo una volta per tutte che sulle riforme costituzionali non possono esserci voti segreti”. E’ questo l’appello che Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, rivolge in Aula a Pietro Grasso ricordando come, il nodo dell’emendamento 1.28, si riproporrà anche in futuro, per esempio sull’ “emendamento Candiani”.

17.52 – Delrio: “Il governo va avanti, le riforme servono al Paese”
“Il governo va avanti”. Graziano Delrio risponde così ai cronisti al Senato. Si va ad oltranza, anche dopo l’8 agosto? “Noi siamo qui a lavorare perchè le riforme servono al Paese. Siamo sereni”. 

17.51 – Ecco l’emendamento di Sel che blocca i lavori del Senato
“I membri delle due Camere sono eletti a suffragio universale e diretto. Le leggi elettorali garantiscono il rispetto dell’equilibrio di genere e la rappresentanza delle minoranze linguistiche”. E’ questo l’emendamento di Sel, a prima firma Loredana De Petris, che sta bloccando per ragioni procedurali il Senato, sull’applicabilità o meno del voto segreto. Il regolamento del Senato, infatti prevede il voto segreto solo sugli emendamenti che riguardano le minoranze linguistiche. Ma l’emendamento di De Petris, come altri 900 da lei presentati, cita le norme sulle minoranze linguistiche assieme ad altre norme riguardanti altri punti delle riforme, in questo caso l’elezione diretta del Senato. Il Pd ha chiesto il voto per parti separate (come venerdì aveva detto di voler fare il presidente Grasso), con il voto segreto solo sulla parte riguardante le minoranze linguistiche, mentre con il voto palese per la parte riguardante le modalità di elezione delle Camere. I gruppi che si oppongono alle riforme e cioè Sel, M5s, Gal hanno chiesto il voto unico a scrutinio segreto. Il dibattito sta paralizzando il Senato da oltre un’ora.

17.50 – Della Valle: “L’ultimo arrivato non cambi la Costituzione”
“Un appello al presidente della Repubblica: Presidente, la Costituzione è stata scritta da persone come Einaudi, non la facciamo cambiare dall’ultimo arrivato seduto in un bar con un gelato in mano. Bisogna stare molto attenti a queste cose”. Lo ha detto Diego Della Valle a margine di una conferenza stampa sul restauro del Colosseo.

17.41 – Aula del Senato gremita, ci sono anche Lotti e Delrio
È gremita l’Aula del Senato, mentre prosegue il dibattito sul voto di un emendamento di Sel sul Senato elettivo. Nessuno dei parlamentari abbandona il suo scranno e sono deserti i corridoi di Palazzo Madama. Pieni anche i banchi del Governo, Dove siedono in pianta stabile il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, e i sottosegretari Pizzetti e Scalfarotto, ma anche i ministri della Difesa e dell’Istruzione Pinotti e Giannini. Da Palazzo Chigi sono giunti anche due sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Lotti e Delrio.

17.24 – Fonti Pd: “Si andrà avanti così, ad oltranza, anche fino a Ferragosto”
“Ora è tutto saltato e quindi si andrà avanti così, ad oltranza”, spiegano fonti Pd del Senato secondo l’AdnKronos. Anche dopo l’8 agosto? “Se si continua così c’è il rischio di arrivare a Ferragosto…”, si ammette. Sempre da fonti del Pd viene sottolineato come la situazione sia comunque di fibrillazione anche nella stessa maggioranza tanto che c’è chi arriva a definire “sconfortante” la riunione di oggi della maggioranza prima dell’aula. “C’è un tutti contro tutti”.

17.12 – Sel riformula l’emendamento sull’elettività dei senatori
Sel chiede in Aula una riformulazione dell’emendamento che la maggioranza aveva chiesto di votare per parti separate, una sulle minoranze linguistiche, a scrutinio segreto, l’altra sull’elettività dei senatori, con voto palese. La riformulazione richiesta dalla capogruppo Sel, Loredana De Petris, prevede: “i membri del parlamento possono essere eletti a suffragio universale garantendo le minoranze linguistiche”.

17.06 – Centinaio (Lega): “Grasso schiavo di Renzi”
“Grasso è lo schiavo di Renzi. Vergogna, con la complicità del presidente del Senato il parolaio di Firenze vuol togliere ai cittadini il diritto inalienabile di poter votare ed eleggere i loro rappresentanti. Vadano a casa se non vogliono che i liberi cittadini li caccino a calci nel sedere. La Lega è pronta alla battaglia”. Così Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato.

17.05 – Lotti: “Gli italiani non seguono 7 senatori di Sel”
“Ho visto che Sel chiede a Renzi di cambiare linguaggio. La maggioranza degli italiani ha chiesto a Renzi di cambiare il Paese. Credo che Renzi ascolterà undici milioni di italiani, non sette senatori di Sel, divisi tra loro”. Lo dice il sottosegretario Luca Lotti (Pd), interpellato dall’Ansa al suo ingresso a Palazzo Madama.

17.02 – Grasso minaccia l’espulsione per chi turba i lavori
“La vogliamo finire questa gazzarra oppure no? Prego i questori di intervenire con gli assistenti”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, sta cercando di riportare l’ordine in aula, minacciando di espellere chi “turba l’ordine”. A far scattare di nuovo i cori e le proteste delle opposizioni, la volontà del capogruppo del Pd, Luigi Zanda, di parlare. Richiesta concessa da Grasso.

16.59 – Lotti (Pd): “Posizione di Sel preclude alleanze per il futuro”
“Mi pare che Sel abbia una posizione di principio che non condividiamo ma che rispettiamo. E’ evidente che a mio giudizio questo preclude ogni alleanza futura, soprattutto sul territorio. Non so voi, ma io un accordo politico con chi distrugge la Carta non lo farei”. Così il sottosegretario Luca Lotti interpellato dall’Ansa al Senato.

16.57 – Zanda a M5s: “Non ci intimidiscono con gli insulti”
“L’interruzione lavori è uno dei comportamenti più gravi. Se i senatori M5S pensano di intimidire i senatori Pd si sbagliano di grosso. Possono strillare quanto gli pare, possono fischiare e insultare, ma noi faremo il nostro dovere fino all’ultimo minuto”. Così in Aula il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda,rispondendo alla protesta dei 5S.

16.55 – Seduta prosegue tra urla e strepiti
Riprende, tra urla e strepiti, la seduta dell’aula al Senato sulle riforme. Il presidente Pietro Grasso chiede prima ai commessi di riportare l’ordine e poi si appella ai presidenti dei gruppi parlamentari perchè permettano la prosecuzione dei lavori. Il nodo è sempre quello del voto per parti separate dell’emendamento 1.28 di Sel sul Senato elettivo che di fatto elimina la possibilità del voto segreto sulla questione dell’elettività dei senatori. 

16.54 – Ancora bagarre in Aula: “Basta con questa gazzarra”
Ancora bagarre in Aula nel corso dell’esame del ddl Riforme. Al momento in cui il presidente Pietro Grasso preannuncia la votazione, per parti separate, di un emendamento di Sel che prevede l’elezione diretta del Senato, dai banchi dell’opposizione, ancora una volta si leva il grido “non si può”. Protesta alla quale Grasso risponde: “Cori da stadio non mi sembrano adeguati, finiamola con questa gazzarra”.

16.50 – Grasso: “Voto segreto ammesso solo per tutela minoranze”
“Il voto segreto è ammesso per la tutela delle minoranze linguistiche: qualsiasi collegamento con altri emendamenti che richiedono il voto palese non può essere un modo per inserire il voto segreto in parti che non lo consentono”. Lo precisa il presidente del Senato Pietro Grasso, di fronte alle proteste dell’opposizione per lo spacchettamento di un emendamento sul Senato elettivo che prevede anche la tutela delle minoranze linguistiche. Grasso spiega che non si può estendere il voto segreto all’intero emendamento.

16.44 – Riprende il voto degli emendamenti al ddl Riforme
Riprende il voto degli emendamenti al ddl Riforme in Aula al Senato dopo l’interruzione per proteste dai banchi dell’opposizione per la separazione di alcuni emendamenti. A Palazzo Madama è in corso il voto sulle proposte di modifica all’articolo 1 del ddl.

16.30 – Senato elettivo, bagarre al momento del voto: seduta sospesa
E’ bagarre in Aula al Senato, al momento di votare, per parti separate, un emendamento di Sel che prevede l’elezione diretta del Senato. Quando Grasso indice la votazione, che potrebbe avere l’effetto di precludere altri voti sul tema, l’opposizione insorge: “Non si può, non si può”, si sente urlare dai banchi M5S.E Grasso sospende la seduta.

16.29 – Senato elettivo, Sel ritira emendamenti “spacchettati” dal Pd
“Visto lo spacchettamento del mio emendamento, ritiro i miei emendamenti 1.29, 1.30, 1.31”. Lo annuncia in Aula al Senato Loredana De Petris, capogruppo di Sel. L’annuncio arriva poco prima del voto, per parti separate, della proposta di modifica 1.29 di Sel per il Senato elettivo. Si passa così a un altro emendamento, che tuttavia contiene ancora l’elezione a suffragio universale del Parlamento. Ma anche su questo emendamento (1.28), il Pd chiede il voto per parti separate. 

16.28 – Sacconi (Ncd) sottoscrive un emendamento per il Senato elettivo
Il capogruppo Ncd al Senato, Maurizio Sacconi, ha sottoscritto in aula un emendamento di Sel che precisa che “i membri del Parlamento sono eletti a suffragio universale e diretto” (l’1.28). Anche su questo emendamento, come su altri simili il Pd, per bocca di Rita Ghedini, ha chiesto il voto per parti separate”. Una tecnica “anti-ostruzionismo” per poter evitare il ritiro dell’emendamento.

16.15 – Mineo (Pd): “Voterò in dissenso dal gruppo sul Senato elettivo”
“Voterò in dissenso dal mio gruppo per difendere il principio dell’elezione universale e diretta delle due Camere”. Lo dichiara il senatore Pd Corradino Mineo nell’annunciare in Aula che voterà a favore dell’emendamento di Sel sull’elezione diretta del Senato.

16.12 – Divina (Lega): “Faremo guerra quando calpestate la Costituzione”
“Non sarà una battaglia, faremo guerra quando calpestate la Costituzione”. Lo dice il senatore della Lega Sergio Divina in Aula al Senato. “Una parte soggiogata dal presidente del Consiglio vuole soltanto un Parlamento veloce. Noi non vogliamo un Parlamento veloce: vogliamo ancora un Parlamento libero”, proclama Divina.

16.09 – Niente voto segreto sull’emendamento per il Senato elettivo
Niente voto segreto sull’emendamento Sel 1.29 sul Senato elettivo. L’anticipo dell’esame dell’emendamento Pd sulla parità di genere (appena approvato) ha consentito di separare l’ultima parte della proposta di Sel, quella che avrebbe consentito il volto segreto in quanto faceva riferimento alle minoranze linguistiche: “Le leggi elettorali garantiscono il rispetto dell’equilibrio di genere e la rappresentanza delle minoranze linguistiche”. Quindi l’aula si esprimerà con voto palese sulla prima parte dell’emendamento di Sel: “I membri delle due Camere sono eletti a suffragio universale e diretto”.

16.01 – Emendamento Senato elettivo, Crimi: “E’ il momento di tirare fuori le palle”
“E’ il punto fondamentale di questa riforma, è il momento di tirar fuori le palle”. Lo dice il senatore M5S Vito Crimi, nella dichiarazione di voto sull’emendamento di Sel che introduce il Senato elettivo. Il linguaggio di Crimi provoca mormorii in Aula e viene richiamato dal presidente Pietro Grasso: “Può usare dei sinonimi che non necessariamente involgariscono il nostro dibattito”. “Presidente, ogni tanto ci vuole”, replica Crimi. “Questo è il momento di dimostrare agli italiani se vogliamo proseguire sulla strada delle elezioni dirette o arrivare a una oligarchia. Si va a profilare una nuova nobiltà, abbiamo già baroni e regine, abbiamo già Re Renzi e Re Giorgio…”, afferma il senatore M5S Vito Crimi, nel chiamare a raccolta tutti gli oppositori al Senato non elettivo. “Questo è il momento cruciale”.

15.53 – Ok a emendamento Pd: “Le leggi promuovono la parità di genere”
“Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione nelle Camere promuovono la parità nella rappresentanza dei generi”. Questa la riformulazione dei due relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, rispetto all’emendamento 1.1713 a prima firma Valeria Fedeli (vicepresidente del Senato, Pd), il primo approvato in aula al Senato nell’ambito del ddl Riforme con 277 sì, 1 no e 7 astenuti.

15.52 – Il Senato approva l’inversione dell’ordine delle votazioni
L’Aula del Senato ha approvato con votazione per alzata di mano la richiesta di modifica dell’ordine di voto degli emendamenti, anticipando l’emendamento del Pd sulla parità di genere (numero 1.713), rispetto all’emendamento di Sel sul Senato elettivo (numero 1.29). Le opposizioni hanno votato contro la richiesta, denunciando un tentativo di “neutralizzare” l’emendamento di Sel.

15.52 – De Petris (Sel): “Disponibili a ritirare 1400 emendamenti sull’articolo 1”
“Sono reduce dalla riunione dei capigruppo e ho messo sul tavolo una proposta: soltanto sull’articolo 1 noi siamo disponibili a ritirare 1400 emendamenti. Però è evidente che questo ritiro è condizionato: il Governo e la maggioranza ci dicano se vi è la disponibilità o meno di arrivare a una modifica dei punti che noi anche oggi abbiamo posto, non solo sul senato elettivo, ma anche sul Parlamento dei nominati. Ad oggi, e anche poco fa, la risposta è stata purtroppo negativa”. Così a Sky TG24 la presidente del Gruppo Misto – Sel al Senato Loredana De Petris.

15.44 – Crimi (M5s) al Pd: “Non ci prendete in giro, volete vietarci il voto segreto”
“Non siamo più i pivellini del primo giorno: non ci prendete in giro, lo scopo è vietare il voto segreto sul Senato elettivo”. Lo dice il senatore M5S Vito Crimi intervenendo nell’Aula del Senato sull’emendamento di Sel sul Senato elettivo che prevede il voto segreto perché una parte della norma riguarda la parità di genere. “E’ tutto per non farci votare. Sono prove tecniche di dittatura”, aggiunge Crimi.

15.36 – Anticipazione voto su parità di genere, Calderoli contro Finocchiaro
In votazione al Senato c’è l’emendamento 1.29 per il Senato elettivo proposto da Sel, ma è scontro sulla proposta di Rita Ghedini (Pd) di anticipare la votazione di un emendamento sulla parità di genere. Il co-relatore Calderoli è contrario, il co-relatore Finocchiaro invece si dice favorevole. Sbotta il grillino Vito Crimi: “Siamo a prove tecniche di dittatura”. E la capogruppo di Sel, Loredana De Petris protesta con la maggioranza: “Allora ditelo che volete anticipare l’approvazione finale di questa riforma…”. 

15.32 – Senato elettivo, subito scontro in Aula
E’ subito scontro nell’Aula del Senato, alla ripresa delle votazioni sull’articolo 1 del ddl costituzionale del governo. All’esame è infatti un emendamento di Sel sul Senato elettivo e la riduzione dei deputati, che afferma che “le due Camere sono elette a suffragio universale e diretto” e che i deputati sono “trecentosessanta”, mentre i senatori sono “centottanta”. La proposta di modifica, su cui è previsto il voto segreto, fa subito infiammare il dibattito in Aula, con uno scontro tra maggioranza e opposizione. Di fronte al rischio di votare subito con voto segreto il Senato elettivo e la riduzione del numero dei deputati, la senatrice del Pd Rita Ghedini chiede il voto per parti separate. Ma il relatore Roberto Calderoli fa notare che non si reggerebbero da soli i commi seguenti. E allora Ghedini propone l’inversione dell’ordine del giorno anticipando il voto su un emendamento successivo dei relatori. M5s e Sel protestano: “E’ un trucco, un artificio per non fare il voto segreto”.