La Captur è un’auto perfetta per la città. Non è un provocazione, ma la sensazione provata guidando la piccola Suv della Renault, nella versione diesel automatica, lungo le strade di Milano. La Renault, infatti, propone il cambio a doppia frizione Edc a sei marce anche in abbinamento al suo motore di maggior successo, il 1.5 dCi, nella versione meno potente, quella da 90 CV, e questo nuovo abbinamento si è rivelato particolarmente gradevole quando abbiamo avuto la possibilità di testarlo in città, in occasione della presentazione della versione speciale Project Runway. Se si chiude un occhio su una certa lentezza quando si “pesta” più pesante sull’acceleratore, il cambio lavora bene, è fluido, e l’assenza della frizione rende decisamente più gradevole la guida nel traffico.

La vocazione cittadina della Captur, comunque, non è solo questione di cambio: è un modello che non ha velleità fuoristradistiche (infatti non è equipaggiabile, nemmeno a richiesta, con la trazione integrale), ma delle “off road” eredita la posizione di guida rialzata, che in città aiuta a tenere d’occhio cartelli, semafori, bici e pedoni. Dalla Clio, con cui condivide la piattaforma, la Captur eredita invece la compattezza, qualità apprezzabile quando si cerca parcheggio: è lunga solo 6 centimetri in più rispetto alla Clio, per un totale di 4,12 metri di lunghezza. In pratica si tratta di una classica berlina di segmento B, solo un po’ più alta e “stilosa”.

All’interno, della Captur si apprezzano alcune soluzioni intelligenti come il vano portaoggetti posizionato davanti al guidatore, che è molto ampio e scorre come un vero cassetto, e la possibilità di sfoderare i sedili (è l’opzione Zip Collection). Peccato che alcune plastiche della plancia e delle portiere siano bruttine e che l’insonorizzazione non sia perfetta. Alla Renault, però, sono stati bravi a mascherare con il design alcune piccole economie: i sedili, per esempio, hanno la parte posteriore coperta con un guscio di plastica su cui sono tesi spessi elastici – che diventano un dettaglio di stile – per contenere gli oggetti al posto della classica tasca. Particolari a parte, la Captur è comoda anche dietro, se ci si siede in due, e anche i più alti riescono a trovare spazio per le gambe grazie al divanetto scorrevole. Il bagagliaio ha dimensioni più che discrete, con il piano di carico a filo della soglia sotto cui si cela un secondo vano.

Con il cambio automatico abbinato al diesel è disponibile in un unico allestimento, il più ricco, chiamato Energy R-Link perché comprende, appunto, il tablet integrato da 7” R-Link da cui si possono comandare la radio e il navigatore. Una dotazione già di per sé sufficiente, ma la Captur è un modello che invita alla personalizzazione, visto che il 60% delle vetture vendute in Italia è stata scelta con la carrozzeria bi-tono (18 combinazioni possibili). Bisogna però fare attenzione perché il prezzo lievita facilmente: il prezzo di listino di questa versione diesel automatica è già di 22.300 euro (per fare un paragone, la variante base col tre cilindri benzina costa 16.450 euro), cui vanno aggiunti dai 400 ai 700 euro di vernice (a meno che non ci si accontenti del monocolore pastello bianco o grigio); il disegno sul tetto  costa 300 euro, per i cerchi bicolore bisogna aggiungerne altri 100. La versione provata era dotata della telecamera di retromarcia, un optional da 450 euro quasi indispensabile, vista la scarsa visibilità posteriore.

Renault Captur 1.5 dCi 90 EDC – la scheda

Che cos’è: la piccola Suv della Renault, che ora offre il cambio automatico a doppia frizione anche in abbinamento al suo motore di maggior successo, il 1.5 turbodiesel nella versione da 90 CV. La Captur è il terzo modello più venduto in Italia nel segmento delle piccole Suv e monovolume, dopo la Fiat 500L e la Peugeot 2008
Principali concorrenti: Fiat 500L, Peugeot 2008, Opel Mokka, Nissan Juke
Dimensioni: lunghezza 4,12, larghezza 1,78, altezza 1,57
Bagagliaio: da 377 a 455 litri a filo cappelliera a seconda della posizione del divanetto scorrevole; 1.235 litri con gli schienali posteriori abbattuti, a filo padiglione
Motore: quattro cilindri turbodiesel 1.5 dCi da 90 CV
Cambio: automatico doppia frizione a sei marce EDC
Trazione: solo anteriore
Consumi dichiarati: 3,9 litri/100 km (0,3 in più rispetto alla corrispondente versione manuale), 103 g/km di CO2
I punti di forza: design piacevole e moderno, buona abitabilità anche sulla panchetta posteriore, dimensioni esterne contenute
Non convince: l’abbinamento motore-cambio delude un po’ nelle accelerazioni più decise, visibilità non ottimale a causa del lunotto piccolo
Produzione: Spagna, Valladolid
Prezzi: la Captur 1.5 dCi 90 CV EDC Energy R-Link (unico allestimento, quello più ricco) costa 22.300 euro, ossia 1.600 euro più della rispettiva versione con cambio manuale