Non siamo più i ‘pivellini’ del primo giorno, non prendiamo in giro, lo scopo è vietare il voto sul Senato elettivo. Siamo alle prove tecniche di dittatura“. Sono le parole del senatore del M5S, Vito Crimi, nel corso di una rovente polemica al Senato in vista del primo voto segreto sull’emendamento 1.29 a firma Sel che, di fatto, prevede che il Senato sia elettivo. L’emendamento, a prima firma De Petris (Sel), recita infatti: “I membri delle due Camere sono eletti a suffragio universale e diretto“. Si accende lo scontro, a seguito della proposta della senatrice Pd Rita Ghedini, che chiede di anticipare la votazione di un emendamento sulla parità di genere, emendamento sul quale c’è il parere favorevole del governo. Roberto Calderoli della Lega Nord non ci sta, Anna Finocchiaro del Pd si dichiara invece favorevole. E Crimi sbotta: “La senatrice Ghedini prima ha chiesto di votare per parti separate, scorporando una parte che da sola non sta in piedi, poi ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno. E tutto per non farci votare a scrutinio segreto il Senato elettivo”. Anche la capogruppo di Sel protesta vivacemente con la maggioranza: “Allora ditelo che volete anticipare l’approvazione finale di questa riforma… Questi sono trucchi, sono giochetti