La Germania prende iniziative concrete contro lo spionaggio americano e ordina duemila cellulari blindati, dotati di un sofisticato sistema anti-intercettazione per garantire la sicurezza delle conversazioni dei suoi politici. Le informazioni devono essere difese dagli abusi alleati, emersi con le rivelazioni di Edward Snowden e la cacciata, sia pur eclatante, del capo dei servizi segreti Usa dal Paese era solo una soluzione di breve termine. Così, se la cancelliera Angela Merkel ha assicurato qualche giorno fa che la storia del suo cellulare, che era stato messo sotto controllo dagli Stati Uniti nell’ottobre 2013, era solo un “piccolo problema” il governo tedesco si prepara a dotare politici e alti funzionari di telefonini non intercettabili, mentre la diplomazia lavora a ricucire i rapporti con l’amministrazione Obama. I telefonini verranno distribuiti, secondo le rivelzioni del quotidiano Bild, a responsabili politici nazionali e a quelli dei 16 lander.

Gli ultimi sviluppi dello scandalo Datagate sono ancora freschi e il presidente dell’Ufficio federale per la Protezione della Costituzione, Hans-Georg Maassen, ha confermato lunedì la nuova strategia tedesca: si punta a “rafforzare le difese dallo spionaggio dei Paesi amici”. E nonostante con Washington il rapporto sarà come prima di amicizia e collaborazione, varrà d’ora in poi anche il vecchio principio del ‘fidarsi è bene, controllare è meglio’. Con l’occasione, si presta un’occhio anche alla comunicazione che passa sulla rete, e Maassen avverte che dovrebbe essere gestita in Europa: “Sarebbe ragionevole che le mail che da Monaco sono dirette ad Amburgo in futuro non fossero più spedite attraverso gli Usa”. C’è persino un richiamo a una maggiore disciplina di chi gestisce informazioni sensibili, chiedendo un ritorno alla comunicazione verbale: “Molte cose potrebbero essere dette anche di persona, senza il telefono”.

Le contromosse del governo tedesco arrivano in un periodo di emergenze delicatissime, gestite in continuo contatto con Washington: le crisi di Kiev, Gaza, Tripoli, l’Iraq, richiedono una stretta collaborazione fra Germania e Stati Uniti. Lo ha sottolineato, non una volta sola, Angela Merkel. Ma le numerose rivelazioni sull’iperattivismo dei servizi americani sul suolo tedesco hanno portato la tensione ai massimi livelli, fino al punto di esplodere. “Lo spionaggio non corrisponde alla mia concezione di amicizia. Il governo tedesco ha detto chiaramente agli americani che noi ci aspettiamo un altro comportamento e ha pregato un dipendente della Cia di lasciare il Paese”, continua Maasen, rileggendo gli ultimi eventi.