Era evidentemente necessaria: un’altra rubrica ad accavallarsi al mare di scritti navigabili in una rete che in questi anni celebra lo sperpero immotivato della parola. Scrivo in veste di autore di un mensile a nome Starmale: mensile di cose brutte, malessere e disagi; una versione aggiornata e vagamente metafisica del Corriere dei Piccoli.

L’ego grida alla meritocrazia, il buonsenso all’ottima tempistica: è solo il momento giusto. Agosto, tempo di stasi, mese in cui i lettori vengono chiamati a celebrare il decesso dei contenuti. Le redazioni riciclano argomenti sempreverdi, aggiornando articoli che nel 1983 dovevano avere una forte spinta innovativa. D’un tratto, tutto tace. Per chi è connesso per il resto dell’anno, anche le mail di risposta automatica sono un piccolo segnale di vita accolto con gioia (i più arditi, per darsi l’idea di una conversazione, rispondono persino al “no reply”). Ma è anche il momento in cui il fisico metabolizza i bilanci, lasciandosi andare con brio a somatizzazioni in stile barocco impensate nei mesi precedenti.

Mentre l’esterno esorta ad una serenità auto inferta, ad un riposo forzato o peggio al recupero del non fatto durante l’anno per mancanza di tempo, dall’interno il corpo ci offre quello che in gergo ristorativo è noto come “conto”. Presentato, tra l’altro, con una tassazione al 22%. Con le restanti energie o con la sola forza del rancore, l’ultimo sforzo sul finire della stagione dovrebbe essere prettamente mentale, a far leva su una dissociazione in full HD con un unico obiettivo: trovare un modo di andare in vacanza evitando di portarsi dietro. Per chi, come chi scrive, percepisce le ferie alla stregua di un passaggio asfissiante da cui evadere sul finire dell’estate, la considerazione è ovvia: che siate al mare, in montagna o in quel che resta delle città, concedetevi la meritata vacanza che da anni non riuscite malgrado tutto a prendervi: quella da voi stessi.

Starmale n°16: L’Estate sta sfinendo – Vai alla copertina