Peaches Geldof è morta per un’overdose di eroina: questo il risultato dell’esame post mortem reso noto dal medico legale, a oltre tre mesi dalla sua scomparsa. La venticinquenne modella e star televisiva britannica era stata trovata senza vita lo scorso 7 aprile dal marito, il musicista Tom Cohen, nella casa che i due dividevano nel Kent. La giovane cercava da tempo di uscire dalla tossicodipendenza e, secondo quanto emerso dall’inchiesta sulla sua morte, Peaches era in terapia col metadone da ormai due anni e mezzo.

Nata col nome di Peaches Honeyblossom, che lei stessa aveva definito “ridicolo” in un tweet, la figlia di Bob Geldof aveva cominciato molto presto a muoversi nel mondo dello spettacolo e del giornalismo: a 14 anni scriveva per Elle Girl e per il Daily Telegraph, a 16 aveva raccontato “la vita di una teenager inglese” con un documentario autoprodotto dal titolo “Peaches Geldof: teenage mind“. Modella per il marchio di intimo Miss Ultimo, si era vista rescindere il contratto proprio a causa di rumors a proposito della sua dipendenza dalla droga, voci che la stessa Peaches aveva seccamente smentito. Figlia di Bob Geldof e Paula Yates, la giovane è morta esattamente come sua madre, scomparsa a causa di un’overdose di eroina nel 2001, all’età di 41 anni: “Ricordo il giorno in cui morì mia madre” – dichiarò Peaches qualche anno dopo  – “La mattina dopo andai a scuola e feci come se non fosse successo nulla. Non potevo esprimere il dolore perchè ero come paralizzata”.

Secondo quanto dichiarato dal marito musicista, la Geldof aveva ricominciato a fare uso di eroina da febbraio e aveva nascosto alcune dosi in soffitta. Peaches ha lasciato due figli: uno, il piccolo Phaedra di 11 mesi, è stato trovato accanto al suo corpo senza vita, lo scorso aprile. “Peaches è morta, sentiamo più che dolore: questo il messaggio con il quale Bob Geldof confermava la morte della figlia. “Era la più selvaggia, la più divertente, la pià intelligente e la più spiritosa di tutti noi. Scrivere “era” mi distrugge. Bambina bellissima, come può essere possibile che non ti rivedremo? Come può essere sopportabile?”