Si vedono due giovani, praticamente due ragazzini, a bordo di un motorino chiaro che sfreccia tra i vicoli di Napoli. Sono entrambi senza casco. Il passeggero a un certo punto si solleva sulla pedana, impugna una pistola (a salve) e mima il gesto di sparare tre volte verso altri due ragazzini che stramazzano al suolo. E’ tutto per finta, ma sembra tutto tremendamente vero. E’ la simulazione di un agguato. Un gioco di cattivo gusto, forse. O forse qualcosa di più inquietante: l’addestramento di due aspiranti killer di camorra.

Le immagini che vi proponiamo sono state girate in via Oronzio Costa, il centro storico di Napoli che da Castel Capuano, la sede del vecchio Tribunale, porta fino al palazzo della Curia. Lo scrive Giancarlo Maria Palombi su Cronache di Napoli, che pubblica i frame dell’episodio. Ilfattoquotidiano.it è in grado di mostrarvi l’intero video, ripreso probabilmente con un telefonino cellulare e pubblicato sulla pagina facebook (e poi rimosso) di uno dei presunti autori della ‘bravata’, col titolo ‘Capate di notte’ e qualche commento che spazia tra le grasse risate e un eloquente “E’ competente l’amik…” intriso di criminale ammirazione, tra disegnini di pistole e di bombe.

Il video sembra emulare le ‘imprese’ dei protagonisti di Gomorra. Lo scooter che sbuca a tutta velocità sulla piazzetta. I due bersagli fermi accanto a un’aiuola. La frenata, decisa, improvvisa. Il ‘killer’ che impugna l’arma e la inclina a novanta gradi. I tre colpi. I due ragazzi che cadono al suolo. Come se fossero stati ammazzati sul serio.

Se è uno scherzo, fa ridere solo chi l’ha compiuto. Ma c’è chi ritiene che possa trattarsi d’altro: la pianificazione di un raid, per il quale ‘allenarsi’ con armi a salve, conquistandosi così la stima e il rispetto dei nuovi clan di Forcella, un ingaggio tra i capi della cosca, una carriera assicurata al soldo delle organizzazioni criminali dominanti nel quartiere. Chi ha navigato sulle pagine facebook dei tifosi di questo video racconta di aver visto foto di giovani che vestono abiti firmati, bevono champagne costosissimi, portano al polso orologi di lusso ed emulano lo slang dei camorristi napoletani. Uno stile di vita. La pistola come migliore amica. L’ascolto dei brani neomelodici sull’onore e il rispetto del capoclan. E le notti a scorazzare tra i vicoli facendo finta di uccidere o allenandosi a farlo, un giorno, davvero  

di Vincenzo Iurillo e Andrea Postiglione