Irraggiungibile per alcune ore il sito del Partito democratico dopo l’attacco di Anonymous che giustifica l’azione come “omaggio” a Dante Castellucci, partigiano durante la seconda guerra mondiale, giustiziato a 24 anni dai suoi stessi compagni per una accusa di furto. Il “Facio” originario di Cosenza, faceva parte della Banda Cervi, a cui si era unito dopo il rientro dalla campagna di Russia. Ecco il testo con cui Anonymous ha rivendicato l’attacco al sito, tornato regolarmente online in serata:  
In questi tempi, nei quali il totalitarismo “democratico” dei paesi occidentali si spartisce le risorse energetiche ed alimentari del mondo guidato dalle voraci multinazionali dei minerali, dell’energia e degli OGM, le popolazioni che vivono in quei pesi (USA, EUROPA) si ritrovano sempre più impoverite e costrette a competere reciprocamente per garantirsi occupazioni mal retribuite e prive di alcuna garanzia salariale o sanitaria. Sopratutto in Europa i governi favoriscono politiche di emarginazione di nomadi ed immigrati che talvolta diventano pulizia etnica e contemporaneamente forze fasciste, xenofobe, omofobe organizzate sotto forma di partito crescono alimentando violenze e omicidi in Grecia ( Albadorada), Italia ( Casapound, Lealtà e Azione e molti altri gruppi), Inghilterra ( U.K.I.P.), Ungheria ( Jobbik), Francia ( Front National ). Per tutte queste ragioni è giusto ricordare oggi, a 70 anni dalla ingiusta uccisione, la splendida e ardita figura del comandante partigiano Dante “Facio” Castellucci. 1944: membro della Banda antifascista fratelli Cervi, fuggì rocambolescamente all’uccisione dei compagni. Non gradito al partito comunista, che lo giudicava fautore di azioni troppo pericolose, viene additato da membri della sezione di Reggio Emilia come “delatore nazifascista” al dirigente Luigi Porcari, con l’ordine di farlo immediatamente uccidere. Porcari di fronte alla fama inconcussa di antifascista combattente di Castellucci e ad un dettagliato resoconto della fuga dagli aguzzini fascisti, decide di non eseguire l’ordine e aggregarlo alla brigata “Picelli” con l’ordine di fucilarlo al primo sospetto. Qui Castellucci assume il nome di battaglia di “Facio”, brigante calabrese. Si distinse ulteriormente per una ardita serie di azioni contro nazisti e fascisti e nel 1944 prende il comando della brigata partigiana “Picelli” e la insedia nell’ Alta Lunigiana, dove, il 22 luglio 1944 fu fucilato da alcuni “compagni” accusato del furto di un rifornimento alleato dovuto ai partigiani. Le accuse si sono successivamente rivelate assolutamente infondate e smentite da copiose testimonianze. Amatissimo dagli stessi partigiani che erano suoi carcerieri rifiutò la facile fuga che costoro gli offrivano. Ci pare chiaro che permangono pesantissimi dubbi sul coinvolgimento dell’allora partito comunista italiano sulla ingiusta morte di “Facio” Castellucci. Nessuna medaglia al valore potrà mai cancellare l’assoluta indecenza dell’omicidio Castellucci; quindi, politicanti del PD: aspettateci. Noi ci incarichiamo di raccogliere ogni informazione sui numerosi assassinii di partigiani libertari o non fedeli alla linea del P.C.I. occorsi approssimativamente negli anni 1944-60, in merito stiamo preparando un dossier con prove suffragate da testimonianze incontrovertibili. Non alle celebrazioni dei politici e dei gerarchi di stato, ma ad Anonymous, che, fieramente antifascista libertario antiomofobo anticlericale antirazzista, nemico della violenza poliziesca psichiatrica e di genere, risolutamente impegnato per la legalizzazione delle droghe, combatte l’oppressione di ogni totalitarismo, spetta ricordare il comandante partigiano “Facio” e le sue gesta!