Con l’autorizzazione all’arresto decisa oggi dalla Camera per Giancarlo Galan, arriva a sette il numero di deputati che da Montecitorio si sono visti aprire direttamente le porte del carcere. Ma non tutti – c’è da ricordare – sono finiti in cella: in tre, infatti, riuscirono a fuggire dall’Italia prima di essere arrestati.

L’ultimo caso risale al 15 maggio scorso e vide coinvolto Francantonio Genovese (Pd). Il primo – nel 1955 – riguardò invece Francesco Moranino (Pci).

1) Francesco Moranino (1955). Era un ex partigiano eletto a Montecitorio con il Pci. Fu accusato di omicidio plurimo aggravato per l’eccidio di un gruppo di agenti delle truppe alleate che erano stati scambiati dai partigiani per spie naziste. Moranino però non fece nemmeno un giorno di carcere: fuggì in Cecoslovacchia prima di essere condannato all’ergastolo per gli omicidi. In seguito emersero dubbi sulla sua colpevolezze e l’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, commutò la pena in dieci anni di reclusione. Moranino si rifiutò di tornare e rimase a Praga. Nel 1965 Giuseppe Saragat decise di graziarlo.

2) Sandro Saccucci (1976) Deputato del Movimento sociale, fu accusato di aver ucciso un ragazzo durante gli scontri che esplosero durante un suo comizio a Sezze Romano. La Camera concesse l’autorizzazione all’arresto ma Saccucci riuscì a fuggire in Gran Bretagna, poi in Francia e successivamente in Spagna e in America del Sud.

3) Toni Negri (1983) Filosofo e teorico della lotta anticapitalista, fu arrestato nel ’78 con l’accusa di essere la mente del terrorismo rosso. Nel 1983 Marco Pannella gli propose di candidarsi alla Camera con i Radicali durante il periodo di carcerazione preventiva. Una volta eletto, Negri fu scarcerato ma pochi mesi dopo la Giunta concesse l’autorizzazione all’arresto. Negri fuggì in Francia, tornò nel 1997 in Italia per finire di scontare la sua pena.

4) Massimo Abbatangelo (1984). Era un deputato del Movimento Sociale Italiano. Di fronte all’accusa di detenzione illegale di materiale esplosivo che sarebbe poi servito per la strage del Rapido 904, la Camera ne autorizzò l’arresto. Nel 1991 Abbatangelo fu condannato in primo grado all’ergastolo per aver fornito l’esplosivo agli stragisti e fu assolto in appello dal reato di strage, ma fu condannato a sei anni di reclusione per detenzione dell’esplosivo. Fu il primo a scontare effettivamente il carcere dopo la condanna.

5) Alfonso Papa (2011). Magistrato napoletano, fu eletto alla Camera con il Pdl. Coinvolto nello scandalo P4, subì l’arresto dopo che la Camera concesse l’autorizzazione. Si consegnò ai finanzieri e fu trasferito a Poggioreale. Rimase in carcere per 101 giorni, poi gli furono concessi gli arresti domiciliari. In seguito, nel 2012,il tribunale del riesame dichiarò illegittimo il suo arresto.

6) Francantonio Genovese (2014). Deputato siciliano del Pd si vede votare il 15 maggio di quest’anno l’autorizzazione all’arresto con 371 sì e 39 i contrari. La sera stessa, rientrato a Messina si è costituito nel carcere di Gazzi dopo essere passato a casa a salutare i suoi familiari. La richiesta dell’arresto era stata avanzata dal Gip di Messina su richiesta della Procura Peloritana nell’ambito di un’inchiesta sulla formazione professionale regionale. Associazione per delinquere, truffa e frode fiscale, i reati ipotizzati. Il 21 maggio il gip di Messina ha disposto per lui gli arresti domiciliari.

7) Giancarlo Galan (2014). Il deputato veneto di Forza Italia si vede autorizzare l’arresto con 395 sì, 138 no e due astenuti. Coinvolto nell’inchiesta sul Mose di Venezia e indagato per corruzione, Galan è stato ‘difesò dal suo partito, da Ncd, dal Maie e dal Psi.