Dalle padelle a un impero milionario. Il passo è breve se sei uno chef stellato che è diventato famoso (e ricco) più per i reality show culinari che per i piatti serviti a tavola. I cachet dei programmi televisivi, i contratti come testimonial di pentole o sughi, i libri di ricette vanno infatti ad aggiungersi agli incassi dei ristoranti. Lo sanno bene i tre moschettieri di Masterchef Italia: Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri. Il primo, allievo del grande chef Gualtiero Marchesi, ha aperto da poco a Milano il suo nuovo ristorante “Carlo e Camilla in segheria” e ha chiuso il bilancio 2013 della sua società Cracco Investimenti con un fatturato di 3,93 milioni, in aumento dai 3 milioni incassati nell’esercizio precedente.

Noccioline rispetto ai guadagni del compagno di viaggio nell’avventura di Masterchef, l’italo americano Joe Bastianich. Il giudice “cattivo” e famoso per il suo slang (“mi stai diludendo, vuoi che muoro?” un classico del suo repertorio) è figlio d’arte. Mamma Lidia, precettata da Sky come giudice per la versione junior del reality, era già una icona della cucina negli Usa. Istriana d’origine e statunitense di adozione, ha insegnato a spadellare a milioni di americani in una sfilza di programmi sul network Pbs. Negli anni Novanta, il figlio Joe ha deciso di abbandonare la sua professione di broker a Wall Street per Merrill Lynch, ha scommesso sul business e aperto un altro ristorante a Manhattan, “il Becco”. Poi è arrivato il “Del Posto” che è diventato nel 2010 il primo locale italiano con una recensione da 4 stelle sul New York Times. I Bastianich sono così diventati dei veri tycoon della gastronomia: oggi gestiscono 25 ristoranti (11 solo a New York e uno, “l’Orsone ” a Cividale del Friuli, in provincia di Udine), due Eataly in società con Oscar Farinetti: uno nella Grande Mela, che ha incassato 80 milioni di dollari nel 2013, l’altro a Chicago (cui si aggiungeranno Los Angeles e Philadelphia, Città del Messico e San Paolo). Hanno tre aziende vinicole in Italia e una in Argentina. E poi linee di sughi e pasta, libri culinari, guide enologiche e agenzie di viaggi. Un impero da circa 3 mila dipendenti e un fatturato annuo da 250 milioni di dollari. Il sito specializzato Celebritynetworth ha stimato i guadagni personali netti di Joe in 15 milioni di dollari nel 2013 e quelli della madre in 3,75 milioni.

Sulla banca dati della Camera di Commercio italiana, Bastianich risulta solo come proprietario della Bastianich Estates, società di vendita all’ingrosso di vini e bevande, ma in America Joe ha aperto un trust chiamato con i nomi dei suoi tre figli Ethan, Olivia e Miles, per custodire il suo patrimonio milionario. Che è destinato ad aumentare. “You impress. We invest”, ovvero “Voi ci stupite, noi investiamo” è lo slogan che accompagna e introduce la nuova trasmissione del canale televisivo americano della finanza Cnbc dal titolo Restaurant Startup. Un nuovo prodotto che avrà tra i protagonisti anche Bastianich e che punta a individuare nuovi talenti nel settore del business della ristorazione.

Più contenuto il patrimonio del terzo moschettiere di Masterchef, Bruno Barbieri. Pur essendo lo chef italiano con maggior numero di stelle, è “solo” azionista della finanziaria di famiglia F.I.R e amministratore unico della Maranello Wines, una cooperativa che commercia vini all’ingrosso e che ha chiuso il 2013 con un fatturato di 840 mila euro. Nel marzo 2012, Barbieri ha aperto a Londra il ristorante “Cotidie”, che però ha lasciato nel maggio 2013 proprio per gli impegni televisivi. Con il progetto di inaugurare quest’anno una trattoria retrò nel cuore della sua Bologna.

Nella gara di bilanci fra le star dei fornelli, conquista invece posizioni il napoletano Antonino Cannavacciuolo, noto come conduttore della versione italiana di Cucine da incubo in onda su Fox Life. Ha lavorato per pluristellati ristoranti francesi oltre che nel ristorante del Grand Hotel Quisisana di Capri, quando la cucina era tenuta da Gualtiero Marchesi. E dal 1999 ricopre il ruolo di Chef patron del Ristorante Hotel Villa Crespi a Orta San Giulio (Novara) custodito nella Ca.pri srl di cui è socia anche la moglie Cinzia Primatesta. La società ha chiuso il 2013 con 92.492 euro di utile e oltre 3 milioni di ricavi. Non solo. All’inizio di aprile ha costituito la Cannavacciuolo Consulting srl con un capitale versato dallo chef di 10 mila euro. Oggetto sociale: l’assunzione e gestione, in Italia e all’estero, di partecipazioni, l’acquisto e vendita di immobili, nonché la consulenza e assistenza per nuove aperture, conduzioni e gestioni nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione.

All’elenco delle cooking star si è aggiunta di recente Sonia Peronaci, che nel 2006 ha fondato con il marito il sito internet e video blog di cucina Giallo Zafferano. Il progetto è stato acquisito nel settembre 2009 da Banzai di cui la Peronaci è azionista. E dal novembre 2013 è anche approdato in tv sul canale Fox Life di Sky.

Da Il Fatto Quotidiano del 16 luglio 2014