“I miei pensieri e le mie preghiere vanno alle famiglie delle persone che sono morte tragicamente a bordo del volo MH17. Molti dei passeggeri erano in viaggio per il convegno Aids 2014 qui a Melbourne”. È con queste parole sul suo profilo Twitter che Michel Sidibé, direttore esecutivo dell’UnAids – il programma che coordina le azioni delle agenzie dell’Onu per combattere l’epidemia da Hiv – conferma la notizia della presenza tra le 298 vittime, di cui 80 bambini, del volo della Malaysia Airlines abbattuto da un missile terra-aria nei cieli al confine tra Ucraina e Russia, di alcuni volontari e scienziati in viaggio per partecipare alla 20esima Conferenza internazionale sull’Aids. Un importante meeting scientifico che si svolge ogni due anni e a cui parteciperanno, dal 20 al 25 luglio, 14mila invitati da 200 Paesi, tra delegati, pazienti, volontari, funzionari governativi e studiosi, tra i quali alcuni premi Nobel. Inizialmente si riteneva che i ricercatori a bordo fossero un centinaio, poi è stato lo stesso presidente della International Aids Society, il premio Nobel francese Francoise Barre-Sinoussi, a precisare che gli esperti coinvolti nell’incidente erano sei. E’ “il numero che noi abbiamo confermato attraverso i nostri contatti con le autorità australiane, malesi e olandesi”, ha detto. “Questo numero potrebbe essere un po’ più alto, ma non tanto da raggiungere le cifre che erano state annunciate”, ha concluso.

“Ogni vita umana è preziosa, ma quando perdiamo quelle dedicate a salvare vite altrui, soffriamo una perdita doppia”, commenta, sempre su Twitter, Peter Singer, a capo della Grand Challenges Canada, tra le organizzazioni partecipanti al convegno di Melbourne insieme ad alcuni dei principali centri di ricerca canadesi. “Una giornata triste per l’Australia, una giornata triste per il mondo”, è il titolo scelto dal quotidiano locale The Australian, nel dare la notizia della morte degli studiosi. Ancora ignoti ufficialmente i nomi delle 298 vittime. La Malaysia Airlines ha comunicato che saranno resi pubblici solo dopo che i parenti stretti saranno stati avvertiti. Nelle ore successive al disastro, però, sono già iniziati a circolare sui social network i nomi di alcuni dei delegati del convegno australiano, e sei di loro sembrano già confermati, secondo quanto riporta la rivista Nature.

Come quello di Joep Lange, virologo olandese presso l’Academic Medical Center della University of Amsterdam, già presidente dell’International Aids Society e pioniere della ricerca sull’Hiv, in particolar modo nella prevenzione del passaggio del virus da madre a figlio durante la gravidanza. Della sua collega e collaboratrice Jacqueline van Tongeren, membro del board di ArtAids. O di Pim De Kuijer, scrittore e attivista politico olandese, lobbista parlamentare per la campagna “Stop Aids Now”. A bordo del volo malese anche Martine De Schutter, della fondazione Aids Fonds, Lucie van Mens, direttrice del programma di sviluppo e supporto della Female Health Company e Glenn Thomas, uno dei portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Molti dei commenti degli scienziati in queste ore si concentrano, in particolare, sulla figura di Joep Lange, sottolineando la sua lotta decennale per l’accesso ai farmaci salvavita anti-Hiv a tutti i malati, soprattutto nei Paesi più poveri. “Abbiamo lavorato insieme a programmi sull’Aids per la Thailandia, è un’enorme, enorme perdita”, afferma su Nature David Cooper, direttore del Kirby Institute presso l’University of New South Wales di Sydney. “Uno straordinario leader, scienziato e filantropo – gli fa eco su The Washington Post Daniel R. Kuritzkes, docente di medicina all’Harvard Medical School di Boston -, che ha lottato incessantemente per la dignità delle persone infettate da Hiv in qualunque parte del mondo”. Gli organizzatori della conferenza sull’Aids, intanto, hanno deciso di non interrompere i lavori del meeting. “Si sta lavorando con le autorità per capire l’impatto che la tragica perdita del volo malese avrà sulla conferenza”, si legge in un comunicato ufficiale dell’International AIDS Society, organizzatore del convegno di Melbourne, che “andrà comunque avanti, proprio nel ricordo dei colleghi scomparsi”.

Aggiornato da Redazione Web il 19 luglio 2014 alle ore 9.30