Io so chi ha tenuto in vita Berlusconi per vent’anni. So e ne ho le prove (quindi nessuna visione pasoliniana). Gli elettori, certo. Una valanga ancora adesso, per come è ridotto (anche se, liberatosi di Ghedini, oggi festeggia in Appello la sua assoluzione nel processo Ruby). Ma quando stava bene, un mare. Mica tutti scemi come qualche pazzo vorrebbe far credere. No. Molte persone oneste e perbene, molti profittatori, molti delinquenti matricolati. Di tutto. Il mistero è, semmai, perché le prime si mischiassero con le altre due. Ma questa è già storia.

Se possibile, qualcuno ha contribuito più di altri alla straordinaria cavalcata di B. e sembra paradossale doverlo ammettere, ma sono esattamente le sue “vittime”. Anzi, per essere precisi alcune delle sue vittime. Anzi, per essere addirittura pignoli e pedanti – ma qui la precisazione s’impone – quelle che nel corso del tempo si sono credute “sue” vittime. Una, eccellente, su tutte: Serena Dandini, che ora ritorna su Radio 2 con un suo programma.

Serena-DandiniNell’intervista a Repubblica con cui lancia il programma la mamma della “Tv delle ragazze“, di “Avanzi” e di molte altri straordinarie trasmissioni racconta le sue sensazioni. Silvia Fumarola le chiede: “Ancora amareggiata per come è finita l’esperienza su Raitre?”. Risposta: “Avendo una certa età ho passato tanti governi e posso dire di avere avuto un nemico potente (Berlusconi, ndr). Andava in onda Parla con me e il lunedì mattina, puntuali, arrivavano le telefonate. Mi colpiva sempre la timidezza dei direttori. Lost in w.c. sulle ragazze baresi chiuse nel bagno di Palazzo Grazioli alla fine veniva trasmessa come un atto di eroismo… Eppure raccontava più di chi ci governava quella sit-com che tanti saggi sul potere”. Appena poche righe più in su, Dandini non si era posta il minimo dubbio sulla sua condizione di “vittima” designata: “Al di là delle ragioni politiche evidenti e quasi obsolete per cui sono stata cacciata dalla Rai, è difficile fare cose nuove…”

O caspita, “ragioni politiche evidenti e quasi obsolete” ci dice Dandini. Devo aver vissuto all’estero. Perché non mi sono accorto di nulla. Dandini l’ho sempre (sempre) vista in tivù per anni, anni e anni. E soprattutto nel ventennio. Questo ventennio. È un altro che da un certo momento in poi non ho visto più: Daniele Luttazzi. Dal giorno del famoso editto bulgaro. Se quelle “ragioni politiche evidenti e quasi obsolete” le avesse opposte Luttazzi, mi sarei inchinato alla coerenza (e credo anche all’amarezza di un artista che viene defenestrato in quel modo).

Ma in questo caso, nel caso della Dandini, siamo nel pienissimo «salotto» della sinistra, salotto che peraltro aveva magistralmente riprodotto proprio su Raitre con Parla con me. Qui siamo nell’autocertificazione estetico-vittimista più luminosa e in qualche modo persino spudorata. Anche la Dandini epurata no, per favore no!

Non c’è niente da fare, Berlusconi è ancora un grande strumento comunicativo, lo si “vende” come il pane, un volano fantastico quando ci si deve riproiettare ora nell’etere, ora nella politica, ora chissà dove. Lo si oppone come un’eroica medaglietta al valore quando inizia una nuova avventura e se ti chiedono quali scogli professionali hai dovuto superare, basta rispondere: ma io ho avuto Berlusconi come nemico, perdiana!

Per carità di patria, non faremo la controprova. Non vorremmo che a questo lungo elenco di eroi, di vittime, Berlusconi dovesse rispondere: “Ma chi sono?”