Il taglio del cuneo fiscale – che contiene il bonus da 80 euro strenuamente voluto dal premier Matteo Renzi – sarà reso permanente con la legge di Stabilità. Lo ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan in Parlamento, illustrando l’informativa urgente del governo sul rispetto dei vincoli derivanti dal patto di stabilità e crescita alla luce delle raccomandazioni agli Stati membri dell’Ue approvate l’8 luglio dal Consiglio Ecofin. L’Ue  – ha specificato il ministro – ci raccomanda di “rivedere la fiscalità con una riduzione delle imposte”, che il governo ha già avviato con “il taglio fin da maggio del cuneo fiscale, che diventerà permanente con la Stabilità, e con la riduzione dell’Irap che agevola le imprese spostando la tassazione sulle rendite finanziarie”. 

Il quadro generale non muta, per il titolare di via XX Settembre: la ripresa economica lenta che sta caratterizzando lo scenario europeo fa si che per il governo i margini d’azione siano “più stretti”, ma ciò non “indebolisce la prospettiva di medio termine indispensabile per il salto di qualità di cui il Paese ha bisogno attraverso una decisa azione di riforme”. Anche la disoccupazione rimane “elevata”, ma quest’ultimo non è solo un problema italiano “ma anche europeo”. “Nelle sue raccomandazioni l’Ue conferma che restiamo con un rapporto deficit/Pil sotto il 3% e ci invita a monitorare il disavanzo strutturale”, “alleggerendo il carico fiscale” e “spostando la tassazione sulle rendite“, intensificando “la lotta all’evasione“, ha detto ancora il ministro. Inoltre è necessario “migliorare la gestione dei fondi comunitari, potenziando l’efficacia delle misure anticorruzione e l’efficienza della giustizia civile”. Per la crescita “non esistono scorciatoie” e l’Italia in Europa e il Governo per il Paese indicano 3 pilastri: più apertura di mercato, riforme strutturali, più investimenti per la crescita. 

Sul fronte della riduzione del debito Padoan si mostra tranquillo: l’Ue ci chiede di “rafforzare le misure di bilancio per il 2014 a causa dell’emergere di uno scarto tra le previsioni di primavera della Commissione, e ci raccomanda un rafforzamento della strategia di bilancio 2015, per rispetto del requisito della riduzione del debito, anche portando a compimento un ambizioso piano di privatizzazioni”. Ma, continua il ministro, “le stime della Commissione europea non tengono conto delle minori spese pianificate e dei maggiori introiti previsti, attesi dalle privatizzazioni in via di realizzazione”. Nel Def l’Italia correggerà “le dinamiche tendenziali della finanza pubblica per migliorare il saldo strutturale di 0,5 punti percentuali di Pil nel 2015, e allo stesso tempo porterà avanti un piano di privatizzazioni che varrà lo 0,7% del Pil negli anni 2014-2017”. “I progressi saranno dettagliatamente indicati nel Def”. Buone notizie per l’occupazione giovanile. Per il piano Garanzia giovani “l’Italia ha ricevuto finanziamenti dall’Ue per 1,5 miliardi nel biennio 2014-2015; siamo il secondo Paese destinatario di finanziamenti che consentiranno di garantire ai giovani un’offerta valida d’impiego”. 

Le prime domande al ministro Padoan sono arrivate di buon mattino via stampa. “Poniamo al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, 10 domande alle quali dovrà rispondere in Parlamento”. Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da Il Giornale. Il primo quesito è: “Quanto peserà in termini di deficit la crescita italiana più vicina allo zero assoluto che non allo 0,8% delle previsioni governative?”. Il secondo: “Con ogni probabilità il Consiglio europeo non accetterà la proposta dell’Italia di posporre al 2016 il pareggio di bilancio. Come verranno corretti i conti pubblici?”. L’ultima domanda: “Il presidente del Consiglio ha più volte escluso l’ipotesi di una manovra correttiva. Alla luce dei dati forniti, ci può il ministro indicare come avverrà il miracolo?”. Brunetta ha definito la relazione di Padoan “omissiva ed esoterica”.