Dopo aver raggiunto un accordo di patteggiamento, la banca d’affari americana Citigroup pagherà 7 miliardi di dollari nell’ambito di un accordo con il dipartimento di Giustizia Usa per risolvere una controversia legale sui mutui subprime, ovvero i mutui che erano stati concessi a soggetti incapienti e legati a prodotti finanziari strutturati venduti poi sul mercato, dando origine alla crisi finanziaria globale che è arrivata fino ai giorni nostri. E’ il secondo gigante della finanza a cedere di fronte alla minaccia di persecuzione giudiziaria da parte del Dipartimento di Giustizia: l’anno scorso JP Morgan è stata multata per il corrispettivo di 13 miliardi di dollari.

L’intesa è stata raggiunta dopo che, nelle scorse settimane, la banca d’affari di New York si era offerta di versare in totale 4 miliardi di dollari per chiudere il caso. I titoli tossici oggetto della controversia sono tra quelli che hanno contribuito a gonfiare la bolla immobiliare scoppiata nel 2007, alimentando la Grande recessione. Nell’ambito dell’accordo, la banca pagherà 4 miliardi di dollari al dipartimento di Giustizia Usa e verserà ulteriori 500 milioni alla procura generale e alla Federal Deposit Insurance Corporation, che assicura i depositi delle banche americane. Infine, 2,5 miliardi di dollari andranno ai consumatori, contro la somma di 1,13 miliardi proposti dalla banca in aprile per gli investitori che avevano impiegato i loro dollari in titoli garantiti appunto da mutui immobiliari.

“La soluzione globale annunciata oggi con le autorità Usa risolve tutte le inchieste civili pendenti”, relativi al caso, spiega l’amministratore delegato di Citi, Michael Corbat, “abbiamo chiuso sostanzialmente tutti i nostri contenziosi”.  L’accordo raggiunto da Citigroup potrebbe essere utilizzato come modello per risolvere la vertenza intentata dalla Sec, la Consob Usa, contro Bank of America per la vendita di 850 milioni di dollari di prodotti finanziari legati ai mutui subprime. L’accordo peserà sui conti di Citi con oneri straordinari per circa 3,8 miliardi di dollari al lordo delle tasse nel secondo trimestre. La banca riporta così che nel secondo quadrimestre i profitti sono crollati da 4,18 miliardi a 181 milioni a seguito del patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia.