Fino a quando rimarrà al suo posto? Angela Merkel ricopre la carica di cancelliera ormai da nove anni. Solo Helmut Kohl e Konrad Adenauer hanno collezionato più anni di lei nello stesso ruolo. Finora la cancelliera non ha mai incontrato avversari in grado di impensierirla, né nelle vesti dei candidati socialdemocratici che nel tempo l’hanno sfidata, né tantomeno all’interno del proprio partito, l’Unione Cristiano-Democratica (Cdu). Eppure, voci interne al suo staff, non eslcudono che la cancelliera possa compiere un passo indietro prima della fine del mandato, che scade nel 2017.

Il primato di cui Angela Merkel gode nell’elettorato tedesco è solido. Alle ultime elezioni per il Bundestag nel settembre scorso ottenne un risultato superiore al quaranta per cento, frutto in gran parte del proprio carisma personale. L’altro contendente alla carica di cancelliere, il socialdemocratico Peer Steinbrück, finì staccato di quasi venti punti. Al momento non sembra che esistano alternative politiche al “merkellismo”, una miscela ben combinata di conservatorismo, stato sociale e agguerrita competitività al di fuori dei confini nazionali.

Perlomeno, fino a quando non dovesse concretizzarsi l’ipotesi di una coalizione rosso­rosso­verde. Finora, però, il principale partito d’opposizione, la Spd, è ingabbiato nel ruolo di principale alleato di Angela Merkel e pare per nulla intenzionato a tessere i rapporti a sinistra con la Linke. La cancelliera può dormire sonni tranquilli. Eppure, Angela Merkel, all’apice della potenza, starebbe già pianificando la sua uscita di scena. Secondo le indiscrezioni del settimanale tedesco Der Spiegel, la cancelliera vorrebbe evitare di concludere la sua carriera con una sconfitta elettorale. Nel giro dei suoi collaboratori più stretti si vocifera che la Merkel sarà la prima cancelliera nella storia tedesca del dopoguerra a dimettersi volontariamente prima della scadenza naturale del proprio mandato.

“L’ipotesi la stuzzica molto”, ammette un collega di partito, nonché esponente della compagine di governo. E, a riprova del fatto che non si tratterebbe di sole voci, lo Spiegel aggiunge che la cancelliera starebbe già lavorando personalmente alla propria successione. Sarebbe noto anche il nome della candidata prescelta, l’attuale ministra della Difesa Ursula von der Leyen, data in pole position. Sembra sia stata la stessa Merkel ad averla voluta nel ruolo di guida di quel ministero, da molti commentatori politici considerato un trampolino di lancio alla ben più ambiziosa carica di futura cancelliera.

Il futuro di Angela Merkel potrebbe però riservare delle sorprese. L’idea delle dimissioni non significherebbe necessariamente l’abbandono definitivo della carriera politica, anzi. Lo Spiegel parla di ambizioni in campo internazionale. Non è la prima volta che trapelano indiscrezioni sulle ambizioni di Angela Merkel di andare a occupare in futuro il ruolo di presidente del Consiglio dell’Unione Europeo o, nientemeno, quello di segretario generale dell’Onu. Entrambi gli incarichi si libererebbero tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Qualcuno già si sbilancia, l’europarlamentare della Cdu Elmar Brok, per esempio. “A Bruxelles in tanti si augurano che Angela Merkel possa in futuro mettere, come presidente del Consiglio, la sua esperienza e la sua capacità al servizio dell’Europa. Potrebbe contare su un vasto consenso”.