Rio de Janeiro – L’entusiasmo si abbatte a ondate ‘albicelesti’ su Rio. Migliaia di tifosi della Seleccion Argentina stanno puntando sulla città del vicino Brasile, dove si svolgerà la finale del Mondiale di calcio 2014. Ai già numerosi supporters giunti sin dall’inizio del torneo, dal giorno della vittoria contro l’Olanda in semifinale si è aggiunto un flusso inarrestabile di nuovi arrivi. E fino al momento del fischio d’inizio della finalissima di domenica al Maracana, ne arriveranno molti altri, segnalati in partenza in pullman e auto. C’è chi stima che arriveranno quasi a un milione per non perdere l’occasione di festeggiare l’eventuale storica vittoria. Per accogliere i tifosi, dimostrando grandissima ospitalità, la Prefettura di Rio ha messo loro a disposizione l’intera area del Sambodromo e del Terreirao do Samba, in centro a Rio. Uno spazio libero molto ampio, munito di infrastrutture come docce e bagni, prossimo alla metropolitana e chiuso, in modo da poter garantire la sicurezza dei tifosi.

E dunque lì che è visibile l’invasione degli hermanos che si sono accampati spesso in situazioni di fortuna. Qualcuno dormendo in tenda, qualcuno in auto, altri in camper e pulmini. Mancano molte comodità, ma quello che non manca è l’eccitazione per il grande momento di sport cha il Paese sta vivendo. E nessuno vuole perdersi l’emozione della finale. Gustavo, di Escobar, è stato uno dei primi ad arrivare: “Sono qua da 20 giorni, all’inizio non eravamo molti, ma con il passare del tempo sono arrivate sempre più persone. Seguiamo tutte le partite a Copacabana, al Fifa Fan Fest”. Tra i tifosi si respira un sentimento misto di fiducia e realismo. “Per la finale ho fede – dice – ci scontriamo con una squadra molto forte, abbiamo il 50% delle possibilità. Ma vinceremo”.

L’analisi tecnica della partita è condivisa da tutti i tifosi. E’ d’accordo infatti anche Hector di Jujuy. “E’ difficile, lo sappiamo bene, ma noi abbiamo un Messi in più! Vinciamo 3-1”. Anche lui è arrivato da molto. “Sono arrivato sue settimane fa. A Rio l’accoglienza è stata ottima, è un popolo ‘hermoso’, gente buona. La rivalità tra noi è solo calcistica, mi sarebbe piaciuto assistere alla finale tra noi due, ma per noi, è importante che la coppa resti in America e non torni in Europa”. Tra gli ultimi arrivati c’è invece Fede, di Martin Flores, giunto nel sambodromo due giorni fa con gli amici e la maglietta di Maradona. “Non me la sarei persa per nulla al mondo, e come me tanti altri che stanno arrivando. Sono 24 anni che non arriviamo in finale, dobbiamo sostenere la nostra nazionale. Stiamo con il cuore in mano. E così anche in campo i ragazzi daranno tutto, non so se ci sarà molto gioco, ma ci sarà molto cuore”. E poi: “Uno a zero di Messi: vinciamo così”.

Tra i tifosi dell’ultima ora, emerge l’irriducibile Herardo di Buenos Aires. Sto seguendo la nazionale in giro per il Brasile sin dall’inizio, sono stato a Rio, San Paolo, a Porto Alegre e di nuovo ora a Rio. La torcida è anche fuori dallo stadio. Sono certo che in campo soffriremo, ci potrebbero essere supplementari e rigori, ma vinceremo”. Nacho e Chuco, all’anagrafe Ignacio e Marco, sono di una cittadina prossima a Buenos Aires, portano con loro cappellini creati appositamente per l’evento, da vendere per pagarsi la trasferta. “Siamo venuti in occasione dei quarti di finale a sostenere la nazionale qua da Rio. Con i brasiliani abbiamo un buon rapporto, tra noi c’è solo rivalità di futebol, siamo stati accolti bene e sappiamo che anche loro vogliono che la coppa resti in Sudamerica. La partita sarà molto dura, quando si scontrano due squadre così forti è sempre difficile, non c’è molto gioco. Loro sono molto forti avanti con Klose, noi abbiamo problemi in difesa, ma abbiamo Messi. E poi il Papa sta con noi, ce la faremo”. Confidare nel terreno e nel divino non costa nulla, almeno fino al fischio d’inizio.

Twitter: @luigi_spera