Gioco, partita, incontro. Questa volta di rosso non ci sono i campi in terra del Foro Italico ma le poltrone di Montecitorio. È qui che si gioca il match tra il Movimento 5 Stelle e la Federazione Italiana Tennis. In data 19 giugno è stata presentata dal vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, co-firmatari dell’atto il presidente Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico e il deputato Mirella Liuzzi, un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, per avere chiarimenti sulla Fit presieduta da Angelo Binaghi (presidente in carica dal 2001), sulla gestione di denaro poco chiara, sui suoi interessi e i suoi profitti. Visto che come tutte le Federazioni riceve finanziamenti  – pubblici – dal Coni  e come riporta lo stesso Statuto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano: le Federazioni sportive nazionali sono associazioni senza fini di lucro con personalità giuridica di diritto privato. Ricordiamo che la situazione del Coni e delle federazioni sportive era stata anche oggetto di una puntata di Report andata in onda il 7 maggio 2014.

Diversi i punti su cui il M5S chiede chiarezza al governo. Tra questi la costituzione a partire dal 2007 di tre società partecipate con fini di lucro: la Fit Servizi Srl, la Mario Belardinelli Ads e la Sportcast srl. E un’associazione costituita in partecipazione, dalla stessa  Fit e da Coni servizi srl per la gestione degli Internazionali d’Italia da cui derivano profitti che dovrebbero essere reimpiegati nell’attività sportiva. Dovrebbero. Segnalata dai deputati 5stelle anche l’incompatibilità tra i soci, gli amministratori e i consulenti della Fit e delle società partecipate; l’acquisto di immobili con risorse provenienti dal bilancio corrente e ad avviso dei deputati alcune sottratte all’attività primaria della Fit medesima, ovvero la promozione del tennis; e un consiglio federale della Fit a Parigi il 5 giugno 2010 – non è ben chiaro quale fosse la ragione di tale convocazione «fuori sede»  – con altissimi ed ingiustificati costi suppletivi di trasferta a carico della Fit.

Tra le interrogazioni anche la questione manifestazioni giovanili, riservate esclusivamente ai giovani tennisti che abbiano frequentato a pagamento i centri estivi Fit facendo così prevalere sul merito sportivo il criterio censitario

L’ennesima interrogazione parlamentare firmata M5S che mette in evidenza i soliti argomenti made in Italy prontamente nascosti sotto il tappeto intrecciato a mano dalla classe politica. Giusta o sbagliata che sia, questa è un’interrogazione legittima. Forse banale, per chi conosce il sistema. Ma sicuramente utile per i comuni mortali che continuano a credere e sperare nella buona fede. Anche se sicuramente finirà nel dimenticatoio senza risposte concrete. Perché il governo ha altro a cui pensare prima di affrontare i 1000 giorni di te e di me e sperare nelle riforme. Intanto la partita è iniziata. Con il M5S alla battuta in attesa della risposta. Per chiudere il game, il set. Ed eventualmente giocarsi il match point.