Scendo dalla macchina per scattare alcune foto, il paesaggio è quello di un quadro di Van Gogh, colori intensi che si fanno spazio: il bianco delle nuvole, l’azzurro carico del cielo, il verde scuro delle foglie, l’arancio ardente della terra. Sono a pochi chilometri dallo Yosemite National Park, direzione Sacramento, in California. All’inizio la strada è tortuosa e sospesa su un burrone, che è meglio non guardare troppo altrimenti sembra di volare. Arrivo al Lake Don Pedro dove la linea retta mi accompagna dentro una vallata senza fine: sono circondata da alberi di mandorle.

Esco dalla macchina per immortalare tra i miei ricordi questo spettacolo, distese di mandorlo tra ranch e fattorie. Sento subito l’abbraccio soffocante del caldo torrido, quello per cui invochi a ‘santo subito’ chi ha inventato l’aria condizionata. Ma l’abbraccio fatale del caldo è con la terra che oggi è di un rosso fuoco e non per modo di dire. La sensazione è che basti un piccolo sfregamento per farla infuocare. Scatto le mie foto ma rientro poco dopo in macchina, per il caldo sì, ma anche per la paura di trovarmi avvolta dalle fiamme.

La California sta attraversando uno dei periodi più aridi della storia, qui tra le Contea di Calaveras e San Joaquin Valley – cuore della produzione agricola californiana – non piove da mesi. Come si legge dai cartelli che incroci per strada, il pericolo di ‘wildefire’, di incendi incontrollati, è altissimo.
Un danno all’agricoltura senza precedenti. I contadini affrontano la loro battaglia per l’acqua riducendo i terreni coltivati, diminuisce quindi l’offerta e i prezzi di frutta e verdura salgono. La California, che per per la sua vegetazione mi ricorda tantissimo il Veneto fatto di pianura, collina e montagne meravigliose, produce la meta’ della frutta e verdura di tutti gli Stati Uniti. Il conto quindi è presto fatto: le famiglie americane spenderanno in media 500 dollari l’anno in più per il cibo.

Ma a subire di più queste giornate torride sono gli alberi di frutta secca che hanno bisogno di molto acqua per far germogliare i propri rami. Il Golden State è uno dei principali produttori mondiali di questo alimento dalle molteplici e benefiche proprietà, sempre più richiesto anche da Cina e India. 850 milioni di chili raccolti l’anno scorso con un fatturato di 4,35 miliardi di dollari.

E’ quindi il paradiso di mandorle che sto attraversando che rischia in pochi secondi di bruciare come l’inferno.