La mia perplessità nasce non per l’elezione ma per la non elezione dei senatori“. Lo dice il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega Nord) in merito all’emendamento della relatrice Anna Finocchiaro (Pd) sulle modalità di elezione del futuro Senato. “Si può scegliere l’elezione diretta o l’elezione indiretta – aggiunge – ma il punto è che non c’è più l’elezione indiretta. E ciò in democrazia è inaccettabile”. La norma, su cui né Ncd né la Lega sono d’accordo, prevede che i seggi per l’elezione del nuovo Senato siamo attribuiti con sistema proporzionale, tenuto conto anche della composizione del Consiglio regionale. “Così come impostata – spiega Calderoli – che i consiglieri votino o non votino non cambia nulla, né sul numero di coloro che andranno in Senato né su chi vi andrà. Chi sceglie? Sceglie il capogruppo. Neanche in Russia succede così”. Ma il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, assicura: “Oggi in commissione voteremo tutto. Il voto sull’articolo 2 che riguarda la composizione del Senato, si terrò già oggi in commissione, poi sarà ripreso in Aula”. “I lavori vanno a rilento a causa dell’ostruzionismo del M5s, Forza Italia appoggia con convinzione l’emendamento del relatore Finocchiaro” dichiara Paolo Romani capogruppo di Fi al Senato. “Non c’è nessun ostruzionismo, la maggioranza è in agitazione, la verità è che il Pd ha forzato i tempi” sostiene, invece, Loredana De Petris di Sel. “Quello che è accaduto è conseguenza di un calendario forsennato e forzato che non stava in piedi, ed è crollato da solo” afferma Giovanni Endrizzi, senatore M5S. “Ci troveremo in Aula ad affrontare gravissime questioni non risolte qui in Commissione” chiosa il parlamentare pentastellato  di Irene Buscemi