Illuminato di biancoceleste, color Argentina, o di bianco come la divisa della Germania. Il Cristo di Rio si prepara ad essere l’ago della bilancia della finale virtuale di Coppa del Mondo.

Sabato prossimo, giorno prima della finale dei Mondiali 2014, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro si illuminerà in base al numero di tweet che arriveranno in favore di Germania o Argentina. In collaborazione con l’Arcidiocesi di Rio, Twitter ha deciso di lanciare una particolare iniziativa: il 12 luglio dalle 19 alle 21 (ora locale) il simbolo di Rio sarà illuminato di colori diversi in base ai tweet che arriveranno per una o l’altra squadra. Per votare basterà utilizzare l’hashtag #ArmsWideOpen (braccia spalacante) insieme agli hashflag delle due finaliste: #GER e #ARG. In questo modo si potrà capire quale delle due squadre sta vincendo nello scontro virtuale visto che le luci cambieranno colore in tempo reale.

Il cristo illuminato via telegrafo: il colpo di genio di Marconi per l’inaugurazione

Il Cristo fu però illuminato per la prima volta proprio per la sua inaugurazione. Infatti, dopo 10 anni di progetti e costruzioni (il monumento nacque dalle mani dello scultore polacco Paul Landowsky) si arrivò al completamento dell’opera nel 1931. L’allora presidente della Repubblica brasiliana Getulio Vargas decise di dare un’impronta speciale all’evento: contattò Guglielmo Marconi, inventore del telegrafo e padre della radio, e gli chiese la magia di far accendere le luci attraverso un impulso radiotelegrafico da Roma. Lo scienziato ci riuscì e ancora oggi alla base del Cristo è apposta una targa con un ringraziamento speciale a Marconi.

I colori delle 32 squadre alla vigilia dei Mondiali

Già in occasione dell’inizio della Coppa del Mondo, il Cristo Redentore era stato illuminato da particolari colori. Nella notte prima alla partita inaugurale tra Brasile e Croazia, i fari hanno proiettato i colori delle divise delle 32 squadre partecipanti. Il particolare gioco di luci tenne per lungo tempo turisti e tifosi con lo sguardo rivolto verso la cima della montagna del Corcovado.

Le polemiche per lo spot Rai

Il monumento è già stato oggetto di numerose polemiche. Ai brasiliani lo spot Rai non è piaciuto tanto che l’Arcidiocesi di Rio ha fatto causa alla televisione pubblica italiana, non tanto per l’utilizzo blasfemo dell’immagine della statua del Cristo con una maglietta dell’Italia, ma per i diritti d’autore di proprietà della stessa Arcidiocesi. La pubblicità è stata poi ritirata, soprattutto a fronte della richiesta di danni stimata tra i 5 e i 7 milioni di euro. Inoltre, Fastweb ha pensato di utilizzare proprio l’immagine del Cristo per la sua ultima trovata pubblicitaria. Una copia di 20 metri del monumento è stata installata a Napoli con un video che ne denunciava la scomparsa dalla città brasiliana.

I continui fotomontaggi

Qualcuno ha storto il naso anche per i continui fotomontaggi, di cui è stato oggetto il Cristo. Soprattutto in occasione delle semifinali, si è prima trasformato in Angela Merkel, dopo la disfatta del Brasile per 7-1, e poi in Romero, portiere dell’Argentina ed eroe nazionale per aver parato due rigori agli olandesi. Il simbolo del Brasile si è rivelato con il passare delle partite la mascotte dei Mondiali. Anche su Twitter, già al quarto gol della Germania contro i padroni di casa, un fotomontaggio mostrava il Cristo con le mani in faccia per la disperazione.

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Il restauro

Inoltre il Cristo Redentore di Rio è stato recentemente oggetto di restauro dopo che nel gennaio scorso i fulmini lo avevano danneggiato. Pirelli, che si è fatto carico della restaurazione, ha speso circa 630mila euro per un dito rotto e per una soluzione tecnologica che possa risolvere definitivamente il problema delle intemperie, da tempo causa di danni al monumento.

Twitter: @carlovalentino2