Tutti hanno diritto alla privacy. Ma alcuni di noi, evidentemente, ne hanno più diritto di altri. Sei ricco, potente, un politico che alle conferenze si fa pagare a suon di milioni o un cantante che ha fatto storia del rock? Ora puoi avere diritto all’oblio persino su Google Street View, il popolare servizio di mappatura del motore di ricerca, che ha “sbianchettato” le case di persone famose che, evidentemente, non ne volevano sapere di far vedere al resto del mondo le loro abitazioni.

A scoprirlo è stato il Daily Mail, popolare tabloid britannico, che ha fatto una semplice ricerca sulle mappe del servizio, ormai in grado di catalogare praticamente tutte le strade abitate del mondo. Così si è venuto a scoprire che la casa di Tony Blair, ex primo ministro laburista e ora abile e pagatissimo conferenziere, un palazzotto in stile georgiano da oltre 6 milioni di euro, non è più visibile. Allo stesso modo, sono state “sbianchettate” la villa di Paul McCartney dei Beatles, la magione nell’area delle Cotswold della cantante pop Lily Allen, l’abitazione della mezzosoprano Katherine Jenkins (una celebrity nel Regno Unito) e l’altra villa del “dio” dei Led Zeppelin, il chitarrista Jimmy Page.

Il tutto, sottolinea il Daily Mail, arriva a pochi giorni dalle nuove regole europee, che hanno imposto ai motori di ricerca (e a Google) di garantire il “diritto all’oblio”, per quanto riguarda scritti personali e documenti di terzi, a chiunque ne faccia richiesta. Decine di migliaia di domande di “censura” (come ora viene chiamata dai media britannici) sono arrivate in pochi giorni a Google, che tuttavia ora fa sapere, interpellata dal Daily Mail, che l’oscuramento delle proprie abitazioni da Street View è un’opzione disponibile per tutti coloro che lo vogliano. Ma, commenta il giornalista che ha scritto l’articolo, il caso vuole che finora siano state offuscate solo le case di ricchi, potenti, famosi e politici. Forse anche in via preventiva da parte dello stesso motore di ricerca, al fine di evitare contenziosi che potrebbero finire nelle aule dei tribunali.

Se tutto il mondo è a portata di mouse, c’è una parte dello stesso mondo, quindi, che è precluso agli occhi di tutti, quello di chi ha il denaro sufficiente a spaventare persino una delle più grandi e potenti realtà dell’Internet contemporaneo. Le mappe in 3D di Street View, del resto, sono ormai usate ogni giorno da centinaia di milioni di persone. Ma nessuno potrà più vedere la casa di Blair, appunto, fra l’altro costantemente sorvegliata dalla polizia, dove l’ex premier si è trasferito nel 2004 e dalla quale gestisce la sua attività di “uomo immagine” che finora gli ha portato milioni di sterline, dopo l’esperienza a Downing Street, la guerra in Iraq e le varie polemiche che hanno coinvolto un Labour da molti considerato troppo inchinato davanti alla parte più conservatrice del regno di sua maestà.

Già nei mesi scorsi si erano avute le prime avvissaglie, con la casa di Edimburgo di Fred Goodwin, ex banchiere della Royal Bank of Scotland, che era scomparsa dall’applicazione di Google senza alcuna motivazione ufficiale. Il motore di ricerca fa comunque sapere che servono “validi motivi” per far sbianchettare la propria abitazione. Uno di questi, quindi, potrebbe anche essere il recentissimo “diritto a essere dimenticati” imposto dalle regole europee non molto tempo fa. Secondo il Daily Mail, nell’azienda esisterebbe anche un team specifico che si occupa di valutare le richieste provenienti dai singoli. Ma oscurare la propria abitazione costa? Finora nessuna notizia relativa a eventuali pagamenti richiesti da Google.