Nel programma Europa, un nuovo inizio presentato lo scorso 2 luglio, in occasione dell’intervento del premier Renzi al Parlamento Europeo, all’inizio del semestre italiano si dice di voler puntare su riforme e innovazione e su una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Come non condividere, basta che l’Italia, come richiesto dal WWF, avvii un confronto nei prossimi mesi sulla qualità della crescita in Europa, che ha prodotto sinora sprechi e diseguaglianze. Un confronto che sia utile, ad esempio, a: rendere più verdi settori chiave dell’economia, consentendo di migliorare la performance economica, di aumentare la ricchezza globale, di ridurre il rischio ambientale e le disparità sociali, puntando ad un futuro più sostenibile e prospero. Il WWF chiede anche di aprire una discussione per definire nuovi indicatori economico-ambientali, che consentano di andare oltre al PIL e di tutelare il “capitale naturale”, costituito dalla biodiversità e dagli ecosistemi. Il WWF Italia ha scritto questo ed altro nel position paper inviato, per tempo, alla Presidenza del Consiglio e a tutti i Ministri italiani interessati.

La Presidenza italiana nel suo documento programmatico conferma la validità della Strategia Europa 2020 e afferma che va sostenuta. Il WWF ritiene che debbano essere superate le debolezze della Strategia Europa 2020, definendo un obiettivo chiaro di efficienza nell’uso delle risorse (che deve avere un incremento annuo minimo del 3%) e un collegamento necessario con gli Obiettivi internazionali di Sviluppo sostenibile post-2015.

Con 26 milioni di disoccupati in tutta Europa è bene che il governo italiano abbia puntato, tra le prime iniziative del suo programma, a una riunione informale congiunta dei ministri del Lavoro e dell’Ambiente europei il 17 luglio a Milano sul tema Green Jobs/Green Growth. Il WWF ricorda come 5 milioni i posti di lavoro potrebbero essere creati in Europa, conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia (fonte: Commissione Europea, 2012) e che già oggi 14,6 milioni di posti di lavoro sono assicurati dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici (Commissione Europea, 2011).

In un momento cruciale di transizione per la Commissione e il Parlamento europeo, dopo le recenti elezioni di maggio, sulla Presidenza italiana ricade una forte responsabilità nel fare scelte che avranno riflessi importanti su scala internazionale ed europea. Nel programma della Presidenza italiana si dichiara di puntare sul Consiglio europeo di ottobre 2014 per raggiungere un accordo sul pacchetto Clima e Energia 2030 in vista della COP 20 di Lima in Perù del dicembre 2014, avendo un alto profilo a partire dal Vertice sul clima delle Nazioni Unite del 23 settembre. Il WWF chiede che l’Italia sia pronta ad annunciare che il Governo italiano faccia tutti gli sforzi possibili per definire una roadmap per la de-carbonizzazione per rimanere ben al di sotto dell’aumento di 2°C del riscaldamento globale, definendo obiettivi obbligatori su rinnovabili ed efficienza energetica e il programma per conseguirlo. Su questi aspetti bisognerà vedere se il governo italiano riuscirà a conciliare le posizioni, sinora molto differenti, dei ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

Il ruolo della Presidenza italiana sarà fondamentale anche “per il raggiungimento di miglioramenti significativi nei processi globali sui temi della tutela, conservazione e valorizzazione della biodiversità” (come si legge nel programma della Presidenza italiana), che verranno trattati principalmente alla COP 12 della Convenzione internazionale sulla biodiversità, che si terrà a PyongChang in Corea del Sud nell’ottobre 2014. Anche in questo caso il WWF chiede al governo italiano di puntare, ad esempio, su scala europea, su una migliore gestione della Rete Natura 2000, da conseguire, garantendo adeguate di co-finanziamento con fondi europei.

In conclusione, per il WWF la Presidenza italiana deve fare in modo che l’Europa agisca rapidamente per superare le diseguaglianze sociali e i fallimenti ambientali. Indirizzare le politiche economiche verso scelte verdi è essenziale per uscire da questa crisi di sistema.

Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionale WWF Italia