“Non è una iniziativa politica. Anzi, se mai dovessi candidarmi venite a prendermi a casa e menatemi”. Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi, difende la sua scelta di iscriversi ad Arcigay e Gaylib che, dice, “è assolutamente personale. Quella dei diritti LGBT è una battaglia civile e umana”. Da Napoli, dove ha ricevuto le tessere delle due associazioni, Pascale sottolinea anche di avere il pieno appoggio di Berlusconi (“Lui è sempre stato convinto che fosse necessario riconoscere gli stessi diritti alle persone omosessuali“), ma non nega che il suo gesto possa creare dissapori nel partito. Come la Santanché che ha criticato duramente la sua scelta (“E’ come se io mi iscrivessi alla Fiom“, ha detto): “Nessuno ha chiesto alla Santanchè di iscriversi ad Arcigay”, la replica. Quanto alle storiche battute sui gay da parte di Berlusconi, la Pascale taglia corto: “Sono battute, goliardiche che non hanno niente a che vedere con le sensazioni personali e e l’azione politica. E comunque, non mi hanno fatto ridere”. Sulle polemiche che ha suscitato l’iscrizione della Pascale ad Arcigay anche nell’ambiente LGBT, è intervenuto a margine anche Antonello Sannino, presidente napoletano dell’associazione: “In questo momento vogliamo essere cinici e lasciare da parte l’ideologia. Ora a noi servono le leggi sull’uguaglianza e siamo pronti ad averle da tutti i partiti. L’importante è il risultato”  di Andrea Postiglione