Accendo la tv, per sintonizzarmi sul canale Sky che trasmetterà Brasile-Germania. Incappo in uno sproloquio di Fabio Caressa. Qualcosa di demenziale. Ho commesso l’errore di non registrarle. Il sublime è quando dice che i brasiliani in campo non sono giocatori, sono dervisci. Che questa partita è qualcosa di più. E’ religione. Affastella cose scopiazzate (male), in una sintesi che è in linea con la cultura spazzatura di certe subtrasmissioni propinate in remote provincie.

Quel che atterrisce è la prosopea di cui si ammanta Caressa. Simile a quella di certi politici che ci assordano di parole senza contenuti. L’indecenza è dare spazio all’ignoranza, sfruttando la popolarità del calcio. Come diceva quella canzone? Una Caressa in un pugno?