“Bruciamoli per creare un nuovo metodo di saponificazione” e ancora “Io li farei sfilare in un campo minato”, “Manganello e vai…” per chiudere con “Solo in Italia possono succedere queste cose. In Germania avrebbero già riacceso i forni crematori”. Questi sono alcuni dei post apparsi sulla pagina Facebook di un quotidiano locale di Mantova a commento di un articolo che riproduceva la cronaca della protesta della Comunità Sinti-Rom locale contro la decisione dell’amministrazione Comunale di effettuare gli espropri di alcuni terreni da loro occupati, abusivamente. 

“Gran parte di questi commenti razzisti e xenofobi, a dir poco – spiega Carlo Berini, segretario di “Sucar Drom”, l’istituto di Cultura Sinta di Mantova – ora sono spariti, ma io li ho salvati e pubblicati sulla nostra pagina Facebook. Chiedo l’immediato intervento della Digos e della Procura della Repubblica, poiché chi ha scritto quelle frasi si è firmato e non deve passarla liscia. Non si può permettere che chi alimenta istigazione all’odio razziale rimanga impunito”. I post si commentano da soli, ma sono la punta dell’iceberg di una situazione che si trascina da oltre un anno e che lunedì ha visto sfilare un centinaio di rappresentanti della comunità Sinti-Rom di Mantova fin dentro l’aula del consiglio comunale, per protestare contro questi espropri. Circa un anno fa l’amministrazione comunale di Mantova mise in atto un blitz con 150 uomini delle forze dell’ordine per sequestrare i terreni abusivi su cui alcuni appartenenti alla comunità sinti avevano piazzato case mobili.

Seguirono moltissime polemiche, proteste per il modus operandi delle forze dell’ordine. Il Comune è andato avanti per la propria strada e ora ci sono cinque ordinanze di esproprio di quei terreni pronte a essere eseguite. La data della confisca è fissata per il 20 agosto. Il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, è stato chiaro e sulla propria pagina Facebook ha scritto: “Per la lottizzazione abusiva del Trincerone che riguarda anche cittadini mantovani sinti (ma non solo), da parte del comune nessuna linea dura o linea morbida: solo ed unicamente la strada obbligata della legalità senza (che sia chiaro) nessun intendimento razzista o xenofobo”.

Da parte loro i rappresentanti della Comunità Sinti-Rom, ricevuti dal primo cittadino dopo la protesta di lunedì, chiedono la sospensione dell’atto di esproprio e l’impegno dell’amministrazione comunale a risolvere il problema del ricollocamento delle famiglie una volta che queste saranno cacciate dalle terre occupate abusivamente. Nel corso della riunione con il primo cittadino i toni sono stati civili, ma Yuri Del Bar, un esponente della comunità Sinta, ha detto di essere “pronto a tutto” se non sarà trovata una soluzione adeguata alla vicenda. La Lega, uscita qualche tempo fa dalla maggioranza di centro destra che governa la città, è stato il partito che più di tutti ha cavalcato l’onda anti-rom e lunedì il suo rappresentante, Luca De Marchi, è stato scortato dalla Digos fino al proprio posto in consiglio comunale.