Renato Vallanzasca si difende, processato per direttissima, dopo il fermo per furto in un supermercato: “Ero lì per fare la spesa: dovevo comprare salmone, mortadella, insalata e cocomero per la cena con la mia donna”. L’imputato non disdegna le telecamere: indossa mocassini scamosciati, jeans e camicia azzurra: “Mi vedrete sudato, ma è perché questa accusa di furto rischia di vanificare la libertà condizionata (prevista per la fine del 2014), dopo 42 anni di carcere”. Vallanzasca non parla direttamente di complotto, a differenza del suo legale: “Qualcuno ha voluto fargli del male”. Secondo il “Bel René”, un ragazzo l’ha avvicinato nel supermercato (fingendosi un conoscente), e gli ha infilato in borsa un paio di mutande e altri prodotti, senza che lui se ne sia accorto. “Io non compro mutande al supermercato, e quella non è la mia taglia”, ha precisato ancora Vallanzasca. Oltre alle mutande, il furto riguarderebbe una paio di cesoie e del concime per piante. L’imputato si dichiara innocente e chiede di vedere le immagini delle telecamere del supermercato, che a quanto pare sono state distrutte  di Francesca Martelli