Più 700% di minori giunti in Italia rispetto a dodici mesi fa a fronte di un numero di 72 mila unità già sbarcate sulle nostre coste nei primi sei mesi di quest’anno (un numero ancor più alto rispetto a quello diffuso dal ministero dell’Interno italiano, che parla di 61 mila arrivi). Sono alcuni degli allarmanti numeri sui migranti diffusi dall’Ordine di Malta in occasione della nomina del nuovo Gran Cancelliere, Albrecht Boeselager, presentato a Roma. Il dato delle popolazioni in fuga da guerre, persecuzioni, povertà e miseria è destinato ad aumentare nel corso degli anni, ha osservato, e mentre fino al primo conflitto il mondiale il rapporto delle perdite era 90% fra i militari e 10% fra i civili, oggi purtroppo quella percentuale si è drammaticamente invertita con l’Unione Europea ancora alla ricerca di una soluzione valida.

Dalla Siria epicentro di una guerra senza fine, all’Africa palcoscenico di conflitti e dittatori; dalle coste siciliane e lampedusane sulle cui spalle grava tutto il peso delle migrazioni nell’area mediterrenea al ruolo del Frontex, l’agenzia europea che ha sede a Varsavia, in Polonia, e su cui nei mesi scorsi si sono concentrate accuse e analisi. Era stato lo stesso ministro della difesa italiano, Roberta Pinotti, a proporre non solo che la sede del Frontex fosse spostata immediatamente in Italia, ma che si approntasse anche un insediamento stabile dell’Onu in Libia, punto di partenza per i viaggi della speranza. Il dato su cui riflettere è che sulle coste italiane meridionali si sono scaricati tutti gli insuccessi delle primavere arabe, per cui dall’Ordine ecco partire un appello affinché il Mediterraneo, “che nel frattempo si è trasformato dal 1945 ad oggi in un grande cimitero, riscopra il sentimento dell’accoglinza e offra un’opportunità a chi fugge da guerra e morte”.

L’Ordine di Malta sostiene 51 milioni di persone in tutto il pianeta, secondo gli ultimi dati dell’Onu, operando in 120 paesi come Siria e Libano, due territori che rappresentano un’emergenza certificata. “Non possiamo dimenticare che oggi la popolazione libanese è composta per un terzo da rifugiati, con tutte le conseguenze che questo comporta sul tessuto sociale, sanitario ed economico”, ha osservato il Gran Cancelliere. Anche l’Africa è attenzionata dall’ordine con il sostegno medico e psicologico alle donne vittime di stupri nella Repubblica Democratica del Congo, dove la violenza sessuale è un’arma di guerra. Nel continente nero l’Ordine di Malta è presente in 40 paesi sia con attività di soccorso diretto che con programmi di assistenza e sostegno a lungo termine alle strutture presenti. Un’attività che si diversifica paese per paese e che si adegua alle emergenze in corso.

Particolarmente rilevante è l’apporto del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine che ha appena siglato un’intesa con lo Stato italiano. Dal 2008 ad oggi il Corpo è impegnato, in collaborazione con la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, nelle operazioni di soccorso ai migranti, che attraversano il Canale di Sicilia. I numeri di Fortress Europe rivelano che sono circa 20.000 i migranti che dal 1998 ad oggi hanno perso la vita in quelle acque.