“Non si possono chiedere soldi quando si perde”. Così, a metà giugno, Sergio Marchionne aveva zittito le richieste dei sindacati che, per firmare il rinnovo del contratto aziendale, vogliono un aumento una tantum di 300 euro. Ma ad essere in rosso, in casa Fiat, non sono solo le attività italiane. Se è vero che a livello globale il gruppo ha chiuso il 2013 con un utile netto di 1,9 miliardi, escludendo Maserati e Ferrari tutta la produzione di auto risulta in perdita. Per una cifra che l’anno scorso è salita a 1,7 miliardi di euro, in ulteriore peggioramento rispetto al rosso di 1,35 miliardi registrato nel 2012. Il dato, svelato venerdì dall’agenzia Radiocor, è contenuto nel bilancio civilistico di Fiat group automobiles, la controllata a cui fanno capo le attività auto del gruppo per quanto riguarda i marchi Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Fiat Professional e Abarth (esclusi, quindi, i veicoli del Tridente e le rosse di Maranello). Il documento evidenzia che il valore della produzione è salito a 17,7 miliardi dai 16,46 del 2012 “per effetto di un portafoglio prodotti con un prezzo più elevato e dell’acquisizione delle attività Powertrain (propulsori e trasmissioni, ndr)”, confluite in Fga a gennaio 2012. Tuttavia “tali effetti migliorativi sono stati compensati parzialmente dai minori volumi dovuti al calo del mercato europeo (-2%) e in particolare di quello italiano (-7%), dove la quota di mercato è stata pari al 28,7%”.

Il risultato operativo caratteristico è negativo per 1,3 miliardi contro gli 1,5 del 2012, risultato che la relazione attribuisce a “azioni volte a una migliore efficienza industriale, che ha più che compensato i minori volumi e la inevitabile perdita di quota sul mercato” e a “benefici derivanti dal programma World class manufacturing e dal contenimento dei costi”. E’ notevolmente peggiorata, invece, la gestione finanziaria, negativa per 527 milioni contro un risultato positivo per 111 milioni nel 2012. Colpa della “maggiore esposizione e dell’impatto di minori dividendi dalle Fiat Automoveis S.a. Brasile, controbilanciata dall’incasso di dividendi da altre società controllate”.I debiti di Fga sono poi saliti a 10,5 miliardi dai 9 dell’anno prima, per effetto soprattutto della posizione debitoria verso Fiat Finance, la “tesoreria” del gruppo. 

Fiat Group automobiles ha in pancia anche la partecipazione in Fiat North America che verrà acquisita dalla capogruppo in vista della fusione da cui nascerà Fiat Chrysler Automobiles