Sei candidati tra cui una donna. A settembre si sceglierà il successore di Luigi Frati, il prossimo rettore dell’università La Sapienza di Roma. Cambia la modalità con cui vengono presentati gli aspiranti. Programmi e curricula vengono messi in rete, si organizzano incontri e dibattiti pubblici. La moda anglosassone del question time si diffonde anche nell’ambiente universitario italiano: risposte cronometrate a domande su argomenti specifici, selezionate da una lista di quesiti posti da insegnanti, studenti e dipendenti dell’ateneo. La parola chiave del dibattito è la discontinuità con la vecchia gestione. Molti in platea chiedono più trasparenza, collegialità e partecipazione. Nuove regole, dopo una gestione Frati parecchio contestata. L’attuale rettore è noto alla cronaca per casi di nepotismo e familismo all’interno dell’università. “Serve porre fine a una conduzione verticistica, dovuta anche alla pessima legge Gelmini”, afferma il preside della facoltà di Lettere e Filosofia Roberto Nicolai Mastrofrancesco, uno dei candidati meno in luce. Favoriti sulla carta sono i nomi di Giancarlo Ruocco, direttore del dipartimento di Fisica e prorettore alla ricerca, ed Eugenio Gaudio e Andrea Lenzi che esprimono due candidature legate alla facoltà di Medicina. Tiziana Catarci, docente di ingegneria informatica, è la prima donna a concorrere per la carica dopo 700 anni di vita dell’ateneo. “Frati è un personaggio con luci e ombre, in questa fase delicata non serve più l’uomo forte al comando ma ricreare una comunità”, chiosa un docente  di Irene Buscemi