Aria di fuliggine delle fabbriche che riempiono il paesaggio, scia di disoccupazione che si trascina dietro, pub che più che luoghi di ritrovo sono istituzioni, lo stare sempre insieme come consuetudine attiva della giornata, questo è il Nord dell’Inghilterra, contee come il Lancashire e il North Yorkshire, territori i quali sono ben lontani sia come ambienti che come concetti e tradizioni dal Sud dell’isola o anche da Londra. Qui si viene a stretto contatto con la “working class” inglese, nel senso della parola, in queste terre una volta di miniere, mentre in anni più recenti di operai e di fabbriche, per quanto riguarda invece le famiglie più ricche bisogna spostarsi al Sud, o rientrare nella capitale.

Questa sicuramente non è la sede adatta per chi vuole godersi quell’Inghilterra da cartolina ma se si amano lo scenario e l’atmosfera da pub o anche il fascino dettato dalle ciminiere delle città industriali, questo è il posto giusto. E la cosa davvero piacevole di questi pub del Nord è che ci possono andare tutti, mezza pinta costa al massimo 1,25 pound, dentro si chiacchiera, ci si conosce, si ride, si ascolta la musica dal vivo mentre il sabato si guarda la partita, se non si è del posto sconsiglio i pub storici.

Politicamente il Nord dell’Inghilterra, si contraddistingue non soltanto per l’animo proletario ma anche più laico e laburista a differenza del Sud, maggiormente e da sempre conservatore. Un Nord dove al giorno d’oggi con questo tasso di disoccupazione sempre più in aumento, la fertilità per la nascita di movimenti hooligans è in allarme, non è un caso infatti che le tifoserie più violente siano proprio quelle del Nord Est (Leeds, Manchester United, Newcastle, Burnley). Si tratta di un territorio che ha conosciuto le lotte e gli scontri, sia a livello calcistico, ma anche di scioperi e proteste contro alla terribile politica messa in atto dalla Lady di ferro (Margaret Thatcher) negli anni Ottanta.

Una giornata a Preston significa per me staccare un biglietto del treno e finire dentro a un convoglio regionale molto diverso rispetto a quelli che sono abituato a prendere solitamente nel centro e nel sud dell’Inghilterra. Ritrovarsi a girovagare per le strade di Preston significa stare in una città che ha ben poco di quello che potrebbe finire nella “Guida turistica della città”, qualsiasi inglese sconsiglierebbe di andare in visita a Preston, ma è soltanto in posti come questi dove c’è la possibilità di osservare la vera atmosfera inglese di un nord laico, laburista che ha sempre combattuto in passato e che oggi ancora combatte contro la filosofia di Cameron e il conservatorismo nella sua forma più dura. Una città operaia a grande tradizione dove ha sede per altro uno degli stadi di calcio più antichi del mondo, ovvero lo storico Deepdale dove ancor oggi ci gioca il Preston North End. Un vero e proprio cimelio storico che svetta tra le ciminiere di quella che è stata un tempo, uno dei centri più esponenti della working class.

di Federico Gervasoni – Giornalista freelance e amante della cultura anglosassone. Mi leggete su “il Fatto Bresciano” e “UkPremier”.