Alla vigilia dell’apertura delle urne, domani mattina, per l’elezione da parte dei circa 9mila magistrati dei 16 nuovi consiglieri togati del Consiglio Superiore della Magistratura, un sms del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, alimenta una polemica tra le toghe; ma c’è anche chi non esclude che si possa trattare di un falso. Si tratta di un messaggio di testo che il sottosegretario avrebbe inviato ai suoi ex colleghi magistrati con l’invito a votare per due dei candidati della lista di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe, di cui Ferri è stato anche segretario. I concorrenti sponsorizzati sono quelli che alle primarie indette dall’Associazione Nazionale Magistrati per selezionare i candidati alle elezioni di domani hanno ottenuto i maggiori consensi nelle categorie giudici e pubblici ministeri: Claudio Galoppi del tribunale di Milano e Luca Forteleoni, sostituto procuratore a Nuoro.

Un’iniziativa che non è piaciuta a tanti, compreso un candidato della stessa corrente, che sulla mailing list del gruppo ne ha dato notizia, diffondendo anche una foto dell’sms in questione. E’ nata così una polemica che è rimbalzata anche tra gli altri gruppi, con tanto di richiesta di spiegazioni al sottosegretario e di intervento al ministro della Giustizia Andrea Orlando, per un gesto apparso come un’indebita interferenza di un uomo di governo nella competizione elettorale di un’istituzione, che è il presidio dell’indipendenza della magistratura. Tra i sostenitori di questa tesi c’è Carlo Citterio, componente del “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati, ed esponente di Area, il gruppo che rappresenta le toghe di sinistra di cui è stato anche segretario: “Penso che la vicenda imponga un immediato chiarimento da parte dell’interessato – ha dichiarato – o gli sms sono stati fatti ‘usurpando’ nome e volontà del magistrato sottosegretario Ferri;o il ministro Orlando deve prendere atto del coinvolgimento diretto di un esponente governativo nella campagna elettorale per un diverso organo costituzionale trarne o farne trarre le conseguenze”.