L’italiano, si sa, non è un popolo di atleti, ma un popolo di tifosi.

Limitiamoci al campo della bicicletta. Lungo le strade del Giro  non si contano gli italiani che si accalcano e si sbracciano. Ma quanti sono gli italiani che usano la bicicletta per i propri spostamenti? C’è un aumento in questi ultimi tempi  ed è facile ma forse anche ragionevole imputarlo alla crisi. Ma generalmente, siamo un popolo che deve avere un sedile e non un sellino sotto il sedere. Non per niente l’automobile l’italiano la chiama “macchina”, quasi fosse un utensile di uso comune. Del resto, ricordo che quando vivevo a Savona, che è uno “sputo” di città, che si gira tranquillamente a piedi od in bicicletta, tutti con l’auto ad intasare il centro: evviva!

Dare la causa alla crisi per giustificare un aumento delle biciclette è certo un po’ deludente. Meglio sarebbe pensare ad un aumento della sensibilità ambientale. Ma così probabilmente non è se proprio in Spagna come in Italia solo adesso le biciclette vendute hanno superato le automobili.

Del resto, se le biciclette vengono ancora poco utilizzate, forse è anche perché le istituzioni non danno una mano in tal senso. Anche se sembra un po’ il serpente che si morde la coda e vien da dire che abbiamo i governanti che ci meritiamo. Anche se Renzi (e prima di lui Prodi) amava farsi vedere girare in bici.

Se guardiamo al fenomeno del bike-sharing, ci accorgiamo che a Roma ci sono 29 stazioni di bike-sharing, contro le 110 di Copenhagen, le 428 di Barcellona, o addirittura le 1202 di Parigi. Vanno meglio le cose al nord con Torino e Milano che si sono dotate di un sistema di affitto bici abbastanza capillare ed in via di aumento.

Piste ciclabili?Secondo Legambiente (dati di due anni fa) l’Italia dispone di 3.297,2 chilometri di piste ciclabili urbane, l’equivalente di sole 3 città europee (Stoccolma, Hannover e Helsinki) ed un terzo dei capoluoghi del Belpaese non ha affatto o ha solo piccolissimi spezzoni di percorsi ciclabili.

Senza contare che una parte delle piste ciclabili sono dedicate anche ai pedoni (!), e che molte versano in situazione di degrado, quando non sono di pericoloso utilizzo.

Qualcosa comunque si sta muovendo in Italia, sia a livello di mobilità urbana che turistica. Ne parlerò nel prossimo post.