Se per gli americani il 4 luglio è la festa più importante dell’anno, per gli appassionati di pallacanestro NBA (e non solo statunitensi) il primo luglio rappresenta una data fondamentale. Da ieri, infatti, i giocatori svincolati dal contratto possono intrattenere rapporti con i club che in queste settimane li hanno corteggiati, ma con cui fino adesso non hanno potuto parlare liberamente. Terminato il periodo di moratoria, il mese di luglio viene vissuto dal mondo NBA in maniera frenetica; quest’anno ancor di più, visto che sul mercato c’è il miglior giocatore del mondo e, oltre a lui, un altro che rientra nella Top 5. Il primo è LeBron James e, a debita distanza, si posiziona Carmelo Anthony; entrambi, comunque, stanno facendo impazzire la metà dei club NBA, ovvero quelli che hanno la possibilità finanziaria di offrir loro un mega ingaggio.

Naturalmente anche le altre squadre vorrebbero fare la loro offerta, ma la regola del tetto salariale non glielo permette. Due settimane fa James ha comunicato a Miami di volersi svincolare dal suo contratto, che prevede un ingaggio da circa 14 milioni di dollari all’anno. C’è chi sostiene che lo abbia fatto perché vuole cambiare aria, chi per dare un segnale agli Heat che, per tenerselo stretto, dovrebbero rinforzagli il telaio che lo circonda, chi ancora perché vorrebbe guadagnare di più. Quest’ultimo punto sembra il più improbabile, visto il suo “imponibile” complessivo (si parla di 60 milioni), che in linea di massima sembrerebbe soddisfarlo, ma anche perché in questo modo taglierebbe già fuori Miami, che non potrebbe mai dargli il massimo consentito, ovvero 20.1 milioni l’anno.

Con lui, almeno per adesso, si sono chiamati fuori anche Wade e Bosh, le altre due stelle che negli ultimi 4 anni hanno permesso a Miami di vincere due titoli e di arrivare in finale altre due volte. Anche loro vogliono vedere, da indipendenti, quello che succederà e proprio insieme a LeBron potrebbero rimanere in South Florida, firmando un contratto ristrutturato nei termini. Questo permetterebbe agli Heat di avere soldi per portarsi a casa un altro big. E questa è un’altra ipotesi che in molti stanno cavalcando.

Ma torniamo a LeBron. La riffa per portarselo a casa, in questo momento vedrebbe in testa Dallas, Phoenix, Lakers, Utah, Philadelphia ed Orlando, tutte con lo spazio salariale sufficiente per dargli i soldi che vuole. In procinto di liberare il monte di dollari necessario per tentare “il re”, Cleveland, Houston e Chicago, oltre, ovviamente alla stessa Miami, che pagherebbe meno, ma consentirebbe a James e famiglia di non traslocare. Considerando Jazz, Magic e Sixers fuori dai giochi, visto lo scarso appeal che possono mettere in campo, gli esperti di mercato americano danno i Rockets come il club che potrebbe realmente avere le carte giuste per fare bingo.

Houston ha una squadra giovane ma esperta, con in Howard e Harden, due stelle che con James, formerebbero un trio formidabile, contornato da comprimari tutt’altro che scarsi. In seconda posizione, si potrebbe pensare che siano i Lakers ad avere l’appeal giusto per LBJ. Hollywood, il clima, la presenza di Kobe Bryant non sembrano però interessare troppo il “prescelto” che piuttosto andrebbe un po’ più ad est di Los Angeles, nel deserto dell’Arizona, dove i Suns lo circonderebbero con un gruppo di giocatori tra i più interessanti della lega.

Rimane poi l’ipotesi Cleveland, la sua città, dove LeBron ha giocato per sette anni, arrivando anche ad una finale, ma lasciandosi anche in malo modo, dopo aver svelato che se ne sarebbe andato a Miami, da uno studio televisivo. Era l’8 luglio 2010, quando presidente e tifosi dei Cavs, gliela giurarono per la vita, soprattutto per il modo in cui aveva comunicato il suo tradimento. D’accordo che sono passati quattro anni e che Cleveland ha una squadra molto futuribile ma ripensarlo in maglia Cavaliers, viene un po’ difficile.

E quindi? Impossibile, ad oggi, dare una risposta, anche perché James, Bosh, e Wade, sembra stiano decidendo insieme il loro destino: o tutti o nessuno, uniti o sparpagliati. Spettatore di tutto questo, un’altra star come Carmelo Anthony che, grazie proprio a LeBron, finirà con diventare ricco ricchissimo, visto che chi non riuscirà a prendere il “re”, finirà con usarlo come “calmante” per i fans delusi dai fatti, strapagandolo sino all’ultimo dollaro chiesto.