Si terrà il primo agosto l’ultima assemblea degli azionisti di Fiat sul suolo italiano. I soci sono chiamati ad approvare la fusione con Chrysler, dopo che il 15 giugno il cda ha dato il proprio via libera. Nelle scorse ore è arrivato anche l’ok della Sec, l’organismo di controllo della Borsa Usa. A Torino, dunque, nascerà ufficialmente la holding Fiat Chrysler Automobiles, con sede in legale ad Amsterdam e fiscale a Londra, a cui faranno capo tutte le attività del gruppo. Questo mentre l’ad Sergio Marchionne cerca di stringere i tempi per la firma del rinnovo del contratto con i sindacati italiani. E incassa l’apertura di Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che aprendo i lavori del Direttivo nazionale ha detto: “Bisogna chiudere positivamente la vertenza che riguarda il contratto specifico di Fiat -ha ribadito Palombella, perché è l’unico modo per tutelare il contratto nazionale. Nel corso di questi giorni faremo la nostra parte fino in fondo” e “dobbiamo fare il contratto entro questo mese”.

Qualora l’assemblea straordinaria approvi la fusione e, si legge in una nota, “assumendo che le altre condizioni previste dal progetto di fusione si avverino”, Fiat sarà incorporata in Fiat Investments e “quest’ultima assumerà la denominazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. e diverrà la società holding del gruppo”. Se la fusione sarà completata, gli azionisti di Fiat riceveranno un’azione ordinaria di Fca per ogni azione Fiat ordinaria posseduta. Gli azionisti che, in proprio o per delega, parteciperanno all’assemblea riceveranno anche un’azione a voto speciale di Fca per ogni azione ordinaria Fiat detenuta ininterrottamente dalla data dell’assemblea fino a quella della fusione. 

Gli azionisti che non avranno votato a favore della fusione potranno esercitare il diritto di recesso nei quindici giorni successivi all’iscrizione della relativa deliberazione presso il Registro delle imprese di Torino. Il prezzo di liquidazione unitario delle azioni Fiat da corrispondere agli azionisti che avranno esercitato il diritto di recesso è pari 7,727 euro, la media dei corsi giornalieri nei sei mesi precedenti la convocazione dell’assemblea straordinaria. L’importo eventuale da pagare agli azionisti che eserciteranno il diritto di recesso non dovrà superare complessivamente i 500 milioni di euro.