E’ il 16′ di Belgio-Stati Uniti: ultimo ottavo di finale dei Mondiali. Il gioco viene sospeso per pochi minuti, i giocatori sono increduli, gli addetti alla sicurezza cercano di placcare un ragazzo. E’ un italiano, si chiama Mario Ferri, ha 27 anni è di Pescara ed è soprannominato “il Falco”. All’Arena Fonte Nova si è finto disabile, si è alzato da una sedia a rotelle e ha pacificamente invaso il campo mostrando a tutto il mondo la sua maglietta di Superman con una scritta speciale, dedicata a Ciro Esposito, il tifoso del Napoli morto il 25 giugno in seguito agli scontri di Roma del 3 maggio prima della finale di coppa Italia. E sopra la scritta “Ciro vive“, un altro pensiero ai bambini delle favelas: “Save Favelas Children”.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, il ragazzo subito dopo l’invasione è stato contattato telefonicamente dalla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” in onda su Radio 2. Ma la telefonata è durata poco: “Mi stanno arrestando, non vi posso parlare” ha detto Mario. Il secondo tentativo è andato meglio: “Sono l’ultimo italiano rimasto agli ottavi del Mondiale: sto davanti a 50 poliziotti, tutti gentilissimi, ho detto che era mia madre per rispondere. Come sono entrato? Ho preso un accredito da fotografo a bordo campo e al momento giusto sono entrato. Sto facendo un reportage fotografico sulle favelas, per un giornale italiano, per questo avevo l’accredito. Quando mi sono tolto la maglietta e ho fatto vedere quella di Superman, ho visto che una steward mi guardava male e sono entrato in campo. Ho anche un accredito per disabili per entrare a Olanda-Costa Rica. Sarebbe il colmo se tra 4 giorni riesco a rientrare in campo”.

Ma quella brasiliana è solo l’ultima di una lunga serie di invasioni messe a segno da Ferri, che gli sono costate anche il carcere e poi i domiciliari nel 2011, oltre al divieto di mettere piede in uno stadio fino al 2018. In Sudafrica, al Mondiale 2010, aveva invaso il campo durante la semifinale Germania-Spagna. Prima ancora il suo volto era andato in mondovisione durante l’amichevole Italia-Olanda del novembre 2009, quando consigliò al ct Marcello Lippi di convocare il suo eroe Antonio Cassano. Mentre durante il match di campionato Sampdoria-Napoli, abbracciò il suo idolo Fantantonio. Qualche mese dopo fu protagonista di altre tre invasioni, durante Real Madrid-Milan di Champions League, Inter-Mazembe (Mondiale per club ad Abu Dhabi) e Barcellona-United (finale di Champions a Wembley). La presenza di alcuni marchi sulla maglia sua fa pensare che la sua impresa al Mundial sia stata sponsorizzata da qualche marchio, così come avvenne per quella in Sudafrica.

Lo speciale mondiali de ilfattoquotidiano.it