109 mila euro spesi in un anno (il 2013) solo per l’utilizzo di un’auto blu, ovvero 300 euro al giorno, “per viaggi non coerenti”. Non passano inosservate le spese del nuovo sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli del Partito democratico, chiamato in causa dal consigliere regionale di opposizione Giovanni Favia. L’ex esponente del Movimento 5 stelle ha infatti reso pubblici i dettagli delle spese dell’ex assessore alle attività produttive che nella giunta regionale di Vasco Errani, se si esclude proprio il governatore, è stato colui che ha speso di più per i propri spostamenti. In totale l’esecutivo ha speso l’anno scorso quasi un milione di euro tra auto a noleggio e auto di proprietà della Regione stessa per i viaggi dei suoi componenti.

Secondo quanto ricostruito dal consigliere regionale, che ha ottenuto le fatture dei viaggi, per ben 175 volte, nel periodo compreso tra luglio 2012 e dicembre 2013, Muzzarelli avrebbe utilizzato un’auto a noleggio con autista per coprire esclusivamente il tragitto tra la sua casa a Savignano sul Panaro e il posto di lavoro di Viale Aldo Moro: il 25,3% dei viaggi totali, per un costo medio di 83,72 euro per ogni viaggio, in tutto 14.652 euro. “Un utilizzo che, a quanto ho potuto verificare, Muzzarelli non poteva fare”, ha spiegato Favia in una conferenza stampa tenutasi lunedì 30 giugno. “Muzzarelli era l’unico a usare l’auto blu per andare a casa: anche l’assessore alla protezione civile, Paola Gazzolo, che vive a Piacenza, usa la sua macchina. La delibera della giunta regionale n. 875 del giugno 2010 fissando le regole per l’uso delle auto blu per gli amministratori regionali, prevede che per il tragitto casa-lavoro siano ammissibili solo due tipi di rimborsi: mezzi pubblici o rimborsi chilometrici per aver utilizzato la propria auto. L’ex assessore – ha proseguito Favia – sono certo ci spiegherà perché chiamava una macchina a noleggio con autista per venire a lavorare nel suo ufficio di Bologna o per tornare semplicemente a casa a fine giornata. Se esiste un’altra delibera che lo autorizzava che ce lo dica”.

Così mentre annuncia un esposto alla Corte dei conti (che già indaga da tempo sulle spese dei gruppi consiliari in Regione negli scorsi anni), Favia lancia un attacco politico alla giunta Errani: “I dati su questi viaggi, al netto delle stranezze e delle presunte irregolarità dimostrano come la politica di riduzione della spese in auto blu della giunta Errani dall’inizio della legislatura sia stata un completo fallimento. Se nel 2010 il totale speso dall’intera giunta per le auto a noleggio era stato di 462 mila euro, nel 2013 la cifra per noleggio con conducente è aumentata fino a toccare i 500 mila euro, sintomo della disinvoltura con la quale i nostri assessori hanno utilizzato questo mezzo di trasporto”.

Subito è arrivata la risposta di Muzzarelli secondo cui i dati diffusi da Favia dimostrerebbero solo una cosa: “In Regione – ha scritto Muzzarelli in una nota – ho lavorato davvero come un matto”. L’ex assessore regionale giustifica soprattutto con la questione del sisma quei numerosi viaggi soprattutto in provincia e nella città di Modena, la stessa nella quale alla fine del 2013 si è candidato a sindaco: “Il terremoto ha colpito pesantemente in questa parte del territorio regionale e gli incontri sono stati numerosi nei centri del cratere, come è appunto Mirandola, ma anche nella città di Modena dove aveva sede il coordinamento della Protezione civile e dove, insieme alla Provincia, si sono svolti molti degli appuntamenti istituzionali necessari a far partire la macchina della ricostruzione”.

Una difesa è arrivata anche da Alfredo Bertelli, sottosegretario alla presidenza della Regione, braccio destro di Vasco Errani in Regione: “È chiaro a tutti che l’attività che ha svolto Gian Carlo Muzzarelli, se pensiamo a ciò che è accaduto in questi anni nella nostra regione, abbia tutte le caratteristiche per essere considerata una attività certamente non ordinaria e dunque particolare. E vorrei invitare a riflettere su cosa vuol dire affrontare problemi di natura tra loro anche molto diversa, correndo da un capo all’altro dell’Emilia-Romagna”.